Instabilità e correnti artiche, la settimana del 25 aprile regala un colpo di coda dell’inverno
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Redazione Interno
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La fine di aprile, nonostante l’avanzare della primavera, si tinge di un clima decisamente più dinamico e fresco, grazie a una massa d’aria di origine artica che sta ridisegnando il quadro meteorologico sull’Italia. Mentre domenica 19 si registravano ancora gli ultimi sprazzi di mitezza residua, in particolare al Centro-Sud, il Settentrione ha già iniziato a fare i conti con un peggioramento deciso, caratterizzato da forti temporali e locali grandinate, fenomeni questi che rappresentano solo l’avanguardia di una trasformazione più profonda e duratura. L’intera penisola, secondo le analisi dei principali centri di calcolo, si appresta a vivere una fase di variabilità destinata a protrarsi almeno fino a metà della prossima settimana, con un’alternanza serrata tra rovesci, qualche timida apertura e un generale ridimensionamento delle temperature, specie sulle regioni centro-settentrionali.
Lunedì 20 e martedì 21, il fronte perturbato n.3 colpisce il Centro-Nord
Il primo vero scossone a questo aprile, finora tiepido ma altalenante, arriva con la cosiddetta “perturbazione n.3”. Questo fronte, in discesa dall’Europa centrale, si muoverà lentamente verso i Balcani, andando a lambire in maniera decisa le regioni del Triveneto, l’Emilia e l’intero versante adriatico. In questi territori, l’instabilità si manifesterà con la classica connotazione primaverile, ovvero con rovesci e temporali sparsi, a tratti anche di forte intensità, alimentati dal contrasto tra l’aria fresca in quota e il calore ancora accumulato nei bassi strati. Lunedì, le zone più esposte saranno il Centro-Nord e la fascia adriatica, ma non si escludono sconfinamenti anche verso l’arco alpino e prealpino, dove l’innesco dei fenomeni sarà pressoché certo. Martedì, invece, l’instabilità assumerà un carattere più a macchia di leopardo, colpendo in particolare Toscana, Umbria e nuovamente tutto il versante adriatico, senza però escludere qualche isolato rovescio anche sull’Appennino centrale.
Mercoledì 23, la tregua dell’anticiclone e il rischio neve a bassa quota
Se i primi due giorni della settimana saranno dominati dal maltempo diffuso, mercoledì 22 aprile si assisterà a un parziale cambio di scenario. Un promontorio anticiclonico, infatti, tenterà una rimonta verso il Mediterraneo centrale, regalando una temporanea pausa più stabile e soleggiata su molte regioni, a eccezione della Puglia che resterà ancora in balia di correnti fresche settentrionali. Tuttavia, questa tregua potrebbe rivelarsi un semplice fuoco di paglia. L’attenzione degli esperti è già puntata su giovedì 23, giornata in cui è atteso un vero e proprio “colpo di coda” invernale. La discesa di un nucleo freddo più compatto, sempre di matrice artica, farà crollare le temperature in modo sensibile, riportandole su valori tipici di gennaio. La conseguenza più eclatante di questo crollo termico sarà il ritorno della neve a quote decisamente basse, un evento anomalo per questo periodo dell’anno ma che, secondo i modelli, potrebbe interessare le aree alpine e prealpine.
Verso il weekend del 25 aprile, tra miglioramento e nuove insidie
L’evoluzione per la Festa della Liberazione si presenta ancora avvolta da un alone di incertezza, tipico delle transizioni primaverili. Dopo il passaggio del fronte freddo previsto per giovedì, l’anticiclone proverà a estendere la sua influenza anche per venerdì 24 e sabato 25, garantendo un clima più asciutto e una generale attenuazione dei fenomeni. Le temperature, dopo il drastico calo di metà settimana, tenderanno a risalire gradualmente, regalando una giornata di sabato potenzialmente stabile su gran parte della penisola. Tuttavia, il quadro a lungo termine suggerisce che questo miglioramento potrebbe non avere le gambe per reggere per tutto il fine settimana. Le proiezioni attuali indicano che un nuovo fronte perturbato, in discesa dal Nord Europa, potrebbe raggiungere l’Italia già nella giornata di domenica 26 aprile, riportando piogge e temporali al Nord e, successivamente, anche lungo il versante tirrenico. Chi spera in un ponte all’insegna del sole, dunque, farebbe meglio a concentrare gli spostamenti e le gite all’aria aperta nella giornata di sabato.




