Audi RS 3 competition limited, 750 esemplari per i 50 anni del 5 cilindri

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Compie mezzo secolo di vita il motore a cinque cilindri di Audi, un’unità che ha segnato in modo indelebile la storia del marchio dei quattro anelli, e per l’occasione la casa tedesca ha scelto di omaggiarlo con una creazione destinata ai collezionisti e agli appassionati più puri. Si chiama Audi RS 3 competition limited, un’edizione speciale che strizza l’occhio al passato, citando la mitica Audi Sport Quattro degli anni Ottanta e la RS 2 Avant del 1994, ma che al contempo guarda al futuro con una configurazione tecnica portata all’estremo. La produzione sarà limitatissima, fermandosi a sole 750 unità numerate a livello globale, una rarità che di fatto sancisce il canto del cigno per questa iconica architettura motoristica, destinata a uscire di scena a causa delle normative sulle emissioni sempre più stringenti. Di questi esemplari, 81 arriveranno in Italia a partire dal giugno del 2026, e saranno tutti nella versione Sportback, la più pratica e versatile, con un prezzo che si aggira intorno ai 107.600 euro.

Sotto il cofano, e sarebbe assurdo il contrario, batte ancora il celebre 2.5 TFSI, un cinque cilindri in linea turbo da 400 CV e 500 Nm di coppia. I numeri, del resto, parlano chiaro e raccontano di uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 3,8 secondi, con una velocità massima che sale fino a 290 km/h, un piccolo incremento rispetto alla versione standard. Non si è cercata la potenza a tutti i costi, ma la sostanza: gli ingegneri di Audi Sport hanno lavorato per affinare l’esperienza di guida, rendendola più diretta e coinvolgente. In questo senso, è stata ridotta la quantità di materiale fonoassorbente nella paratia che separa il vano motore dall’abitacolo, una scelta tecnica che permette al sound unico e inconfondibile del cinque cilindri, con la sua sequenza di accensione 1-2-4-5-3, di riversarsi con maggiore prepotenza all’interno, amplificando il piacere acustico e rendendo ogni accelerazione un’esperienza più autentica e meccanica.

Assetto da pista e carbonio a profusione

Il cuore pulsante di questa edizione limitata, però, va ricercato nelle viscere del suo telaio, dove debutta per la prima volta su una RS 3 un assetto con ammortizzatori a ghiera regolabili manualmente. Si tratta di una soluzione derivata direttamente dal mondo delle corse, che consente al conducente di intervenire con precisione sulle regolazioni di compressione ed estensione, modificando di fatto il comportamento dinamico della vettura a seconda dell’utilizzo, sia esso su strada o su circuito. Le possibilità di regolazione sono notevoli: si contano 12 posizioni per la compressione a bassa velocità e 15 per quella ad alta velocità, mentre per la fase di estensione le opzioni disponibili arrivano a 16, il tutto abbinato a una barra antirollio posteriore irrigidita e a molle specifiche per migliorare la risposta del retrotreno in inserimento di curva. A corredo di questo sofisticato sistema, Audi fornisce anche un kit di attrezzi e un manuale dedicato per guidare l’utente nelle operazioni di setup, un dettaglio che sottolinea la vocazione “pista oriented” del progetto.

L’estetica, come da tradizione per le serie speciali, non passa inosservata e si arricchisce di dettagli funzionali e preziosi. La fibra di carbonio, lasciata opaca, domina la scena: la ritroviamo nello splitter anteriore bipartito, nei deflettori laterali, nelle minigonne e nella cornice superiore dell’estrattore posteriore. All’avantreno spiccano i proiettori Matrix LED bruniti, che all’atto dell’accensione o dello spegnimento eseguono una coreografia luminosa che ricalca proprio la sequenza di accensione dei cilindri, un tocco di classe che i veri intenditori apprezzeranno. I cerchi in lega da 19 pollici, dal disegno specifico a dieci razze, sfoggiano una finitura in oro neodimio opaco che contrasta magnificamente con le tre tinte carrozzeria disponibili: il classico grigio Daytona, il bianco ghiaccio opaco e, soprattutto, il verde malachite, una tinta che rappresenta un omaggio diretto alla livrea della mitica Sport Quattro dei rally.

Interni da collezione e dettagli esclusivi

Aprire la portiera di una RS 3 competition limited significa immergersi in un abitacolo che non lascia spazio a compromessi in termini di sportività ed esclusività. I sedili anteriori sono dei veri e propri gusci in carbonio, con i fianchetti rivestiti in pelle nera e le sedute centrali impreziosite dalla microfibra Dinamica color oro neodimio, un abbinamento cromatico che prosegue sui pannelli porta e trova il suo contraltare nei dettagli e nelle cuciture color bianco zenzero. Persino le cinture di sicurezza adottano questa raffinata tinta chiara, a dimostrazione di una cura maniacale per ogni singolo componente. Il volante, dal taglio superiore e inferiore piatto, sfoggia una sottile marcatura bianca in posizione centrale, utile per tenere traccia dell’angolo di sterzo nelle fasi di guida più impegnative.

Salta all’occhio, poi, il quadro strumenti digitale Audi virtual cockpit, che per l’occasione propone una grafica specifica con fondi bianchi. Non è un vezzo stilistico fine a sé stesso, bensì un tributo esplicito alla prima vera RS della storia, la RS 2 Avant del 1994, che montava strumenti analogici proprio con quella combinazione cromatica. A suggellare l’unicità del modello, infine, una targhetta in metallo satinato posizionata alla base del tunnel centrale riporta il numero progressivo dell’esemplare, dall’1 al 750. Un dettaglio che trasforma questa Audi, già di per sé performante, in un oggetto da collezione destinato a essere custodito e tramandato, memoria storica di un motore che per cinquant’anni ha fatto battere il cuore degli appassionati di tutto il mondo.

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