Audi RS 3 Competition Limited, il canto del cigno del cinque cilindri vale 106.700 euro

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Ci sono automobili che si guidano con i numeri del libretto, altre che si ascoltano col cuore. È il caso di questa Audi RS 3 Competition Limited, un’edizione speciale che i tecnici di Ingolstadt hanno voluto limitare a sole 750 unità nel mondo – delle quali, è bene specificarlo, solo 84 destinate al mercato italiano – per celebrare mezzo secolo di storia di un propulsore unico nel suo genere. Parliamo ovviamente del mitico cinque cilindri, quella soluzione tecnica atipica che Ferdinand Piëch volle nel lontano 1976 sulla seconda generazione di Audi 100 per contrastare i sei cilindri di Bmw e Mercedes, e che ancora oggi, cinquant’anni dopo, continua a far battere forte i polsi degli appassionati. Con i suoi 400 cavalli (esattamente 294 kW) e una coppia di 500 Nm, lo scatto da 0 a 100 km/h è un affare da 3,8 secondi; la velocità massima, invece, si ferma a 290 km/h. Nulla di diverso, almeno sulla carta, rispetto alla RS 3 standard. E allora viene spontaneo chiedersi: cosa giustifica quel prezzo da capogiro, 106.700 euro, che la colloca ben al di sopra dei 66.000 della sorella minore?

Un assetto da trackday che non perdona distrazioni

La differenza vera, quella che salta all’occhio – o meglio, al sedile – non sta nei cavalli aggiunti, perché non ce ne sono, ma nella sostanza di ciò che sta sotto la carrozzeria. Audi ha deciso di montare di serie una sospensione coilover regolabile (prodotta dalla Kw, per la precisione) che sulla RS 3 normale non si era mai vista. Si tratta di ammortizzatori a ghiera, non a gestione elettronica, il che significa che per trovare l’assetto perfetto bisogna scendere dall’auto e armarsi di attrezzi: la compressione a bassa velocità si regola su dodici posizioni, quella ad alta velocità su quindici step, mentre il rimbalzo offre sedici clic. Un lavoro certosino che richiede di sollevare la vettura e, in alcuni casi, smontare le ruote. A completare il quadro, una barra antirollio posteriore irrigidita del 6% (85 Newton per millimetro) e molle più dure del 14%, il tutto per assecondare il comportamento del nuovo sistema Torque Rear. Quest’ultimo, introdotto sulla generazione 2026, è capace di spostare l’intero 50% della coppia destinata all’asse posteriore su una singola ruota, regalando alla trazione integrale quel pizzico di sovrasterzo – gestibile ma presente – che nessuna RS 3 aveva mai avuto prima.

Il suono della fine di un’era

C’è poi la questione musicale, mai banale quando si parla di un 5 cilindri. La sequenza d’accensione 1-2-4-5-3 produce quel timbro gutturale, aspro e vibrante che nessun quattro cilindri potrà mai eguagliare. Per esaltarlo ulteriormente in questa edizione limitata, gli ingegneri hanno addirittura ridotto lo spessore dei materiali fonoassorbenti sotto il cofano, trasformando l’abitacolo in una sorta di teatro meccanico. E se il sound è la colonna sonora, l’estetica ne è la copertina. I cerchi da 19 pollici in oro neodimio, lo splitter anteriore in carbonio opaco, i deflettori canard e le calotte degli specchi nello stesso materiale composito (oltre ai freni carboceramici con pinze rosse, anch’essi di serie) la distinguono senza ombra di dubbio dalla “sorella” di serie. Menzione d’onore per la verniciatura verde malachite – la stessa che vestiva l’Audi Sport Quattro dei ruggenti anni Ottanta – e per la targhetta numerata sul tunnel centrale, a ricordare al proprietario che si tratta di un pezzo numerato.

Un lusso ingiustificabile o un investimento?

Mettersi al volante di questa RS 3 significa accettare un compromesso: da un lato, le sospensioni rigide e la taratura da pista la rendono meno accomodante nel traffico quotidiano rispetto alla versione con ammortizzatori adattivi; dall’altro, la risposta del frontale, l’assorbimento secco delle asperità e la comunicatività dello sterzo la elevano a oggetto di culto per i trackday. I freni carboceramici, modulari anche a freddo, non danno mai la sensazione di essere “vuoti”, e le gomme semi-slick Pirelli P Zero Trofeo R (optional) completano un pacchetto che non cerca compromessi. Con 84 esemplari Sportback in arrivo in Italia a partire da giugno 2026, il conto finale.700 euro, quasi 30mila in più rispetto a una configurazione spinta della RS 3 standard – non è certo una cifra da saldo. Ma chi firma l’assegno sa bene di non comprare solo quattro ruote e un motore: sta comprando l’archivio storico di Audi, l’ultimo respiro di un 5 cilindri che (norme Euro 7 permettendo) potrebbe presto diventare un ricordo in Europa.

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