La notte di Anfield, tra l'eliminazione e il sangue: Noa Lang operato d'urgenza, frattura per Osimhen
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Redazione Sport
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Non era solo la Champions League a essere in palio, mercoledì sera ad Anfield, e il Galatasaray lo ha scoperto a proprie spese nel modo più crudo, lasciando Liverpool con un carico di amarezze che va ben oltre la sconfitta per 4-0 e l'addio alla competizione. Perché se il netto ribaltone dei reds, firmato dalle reti di Szoboszlai, Ekitike, Gravenberch e Salah, rappresenta una delusione sportiva cocente, a gettare un'ombra ben più cupa sulla spedizione turca ci hanno pensato due infortuni capitati ai suoi uomini di maggior pregio, trasformando il ritorno dagli ottavi in un incubo fatto di sangue e barella. I riflettori dello stadio inglese hanno illuminato una scena che con il calcio giocato aveva ben poco a che fare: al settantacinquesimo minuto, Noa Lang, subentrato nella ripresa, nel tentativo di trattenere un pallone sul fondo è rovinosamente finito contro i cartelloni pubblicitari posizionati a bordo campo, riportando un taglio così profondo al pollice della mano destra da rendere immediatamente chiaro a compagni e avversari, accorsi in suo aiuto con gesti di concitato allarme, che la situazione era grave.
L'olandese, volto stravolto dal dolore, è stato letteralmente sollevato e adagiato su una barella per essere trasportato d'urgenza in ospedale, mentre la notizia del suo infortunio cominciava a diffondersi, carica di una preoccupante gravità. A gettare ulteriore benzina sul fuoco di una serata già maledetta era arrivata, poco prima, l'uscita dal campo di Victor Osimhen, il centravanti nigeriano che aveva stretto i denti per tutto il primo tempo dopo un violento contrasto con Ibrahima Konaté. Un colpo al braccio destro che sembrava una semplice contusione, e che invece gli accertamenti condotti nell'intervallo avevano rivelato essere qualcosa di molto più serio, tanto da convincere lo staff tecnico a non rischiarlo nella ripresa, sostituendolo con Leroy Sané.
La sensazione di una notte storta, di quelle in cui tutto ciò che può andare male puntualmente si avvera, ha trovato la sua tragica conferma nei comunicati ufficiali diffusi dal Galatasaray nelle ore immediatamente successive. Quella che poteva sembrare una semplice ferita, per quanto vistosa, si è rivelata un rischio concreto e terrificante: il taglio al pollice di Noa Lang era di una tale profondità che per il giocatore si è temuta addirittura l'amputazione del dito, costringendo i medici a predisporre un intervento chirurgico d'urgenza da effettuare proprio a Liverpool, sotto la supervisione dello staff medico turco giunto al suo capezzale. La famiglia dell'esterno, nel frattempo, è volata in Inghilterra per stargli vicino, mentre il club valuterebbe azioni legali relative alla dinamica dell'incidente con i cartelloni, la cui struttura è finita al centro delle verifiche degli stessi delegati UEFA.
Se per Lang la strada è stata quella di una sala operatoria nella notte inglese, per Osimhen il bollettino medico, pur meno drammatico nell'immediatezza, non è certo meno pesante in prospettiva. Gli esami strumentali a cui è stato sottoposto hanno confermato la frattura dell'avambraccio destro, un infortunio che l'attaccante ha portato in campo per quasi un tempo intero senza quasi dare a vedere la reale entità del problema, se non per quella fasciatura che gli avvolgeva il braccio. L'arto è stato ingessato, ma ora si apre un periodo di valutazione per decidere se sarà necessario procedere o meno con un intervento chirurgico: una decisione, questa, che verrà presa nei prossimi giorni e che terrà col fiato sospeso i tifosi giallorossi, già alle prese con la dura realtà di un'eliminazione europea maturata nel modo più netto.
Il terreno di gioco di Anfield, scenario di tante imprese epiche, si è così trasformato per il Galatasaray in un palcoscenico di dolori fisici e cocenti delusioni. La sconfitta sportiva, per quanto pesante possa essere un 4-0 che cancella il vantaggio dell'andata, passa quasi in secondo piano di fronte alla vista dei propri giocatori chiave uscire in barella o alzare bandiera bianca con un arto fratturato. Il Liverpool, che pure ha dominato e prosegue il suo cammino, diventa così lo sfondo di un incubo per la squadra turca, costretta a fare i conti con un conto salatissimo pagato a questa doppia sfida: due infortuni seri, un'operazione chirurgica d'urgenza per evitare l'amputazione di un dito, e una frattura che mette a rischio la continuity atletica del suo centravanti.
Il comunicato choc e il destino di due ex napoletani
La conferma della doppia, grave emergenza fisica è arrivata nella notte turca, quando il Galatasaray ha rotto il silenzio con un comunicato ufficiale che non lasciava spazio a interpretazioni. Per Osimhen, già alle prese con un problema al braccio destro, la diagnosi è stata di una frattura all'avambraccio, rimediata nel primo tempo e gestita con un gesso in attesa di capire se sarà necessario un intervento chirurgico nei prossimi giorni. La società ha spiegato che il nigeriano, nonostante il rischio di frattura fosse emerso già dai controlli all'intervallo, non è stato fatto rientrare in campo proprio per prevenire conseguenze peggiori: una scelta obbligata, visti i referti che parlavano chiaro. Decisamente più allarmante, però, la situazione di Noa Lang, l'esterno arrivato in prestito dal Napoli a gennaio: per lui si è parlato di un "grave taglio al pollice destro", una ferita così profonda da richiedere un'operazione chirurgica d'urgenza.
L'urto contro i cartelloni e l'incubo amputazione
Le immagini del momento in cui Lang finisce contro i cartelloni pubblicitari, scivolando e cercando un appiglio con la mano destra, hanno fatto il giro del mondo in pochi minuti, restituendo la dimensione della paura vissuta in quel frangente dai giocatori in campo. Lo spavento sui volti di chi gli era accanto, la richiesta immediata e quasi disperata dello staff medico da parte dei compagni, la corsa dei sanitari in campo con la barella: ogni istante di quei lunghi minuti di assistenza raccontava di un infortunio fuori dall'ordinario, di quelli che non capitano tutti i giorni in una partita di calcio. L'olandese è stato subito portato via, cosciente ma visibilmente scosso, mentre la notizia di un possibile rischio di amputazione del dito cominciava a circolare, trovando purtroppo conferma nelle parole di chi, come il suo connazionale Frimpong, ha parlato di una punta del pollice compromessa.
Osimhen, l'eroe silenzioso con il braccio rotto
Diverso, ma ugualmente preoccupante, il caso di Victor Osimhen. L'attaccante nigeriano, abituato a lottare su ogni pallone come se fosse l'ultimo, non si è sottratto alla battaglia con Konaté neppure quando il colpo subito al braccio destro gli ha provocato un dolore sordo, forse già allora quello di una frattura. Ha continuato a giocare, a saltare, a lottare, fasciato e sorretto dall'adrenalina del match, per tutti i quarantacinque minuti iniziali, prima che la ragione e i referti medici dell'intervallo imponessero lo stop. Una dedizione che rasenta l'incoscienza, ma che parla chiaro sull'attaccamento alla maglia e alla causa del nigeriano, oggi costretto a convivere con un gesso e con l'incertezza su un eventuale intervento chirurgico che potrebbe tenerlo lontano dal campo. Il suo, per il Galatasaray, è un doppio ko: sportivo e morale.
Le parole di Buruk e la rabbia per l'arbitraggio
Okan Buruk, tecnico del Galatasaray, nel dopo partita ha dovuto fare i conti con una serataccia sotto tutti i punti di vista, apparsa subito chiara anche a lui. Ha parlato di una ferita grave per Lang, destinato all'ospedale per accertamenti, ma non ha lesinato critiche alla direzione arbitrale, rea a suo dire di aver concesso troppo a Konaté, autore di un fallo durissimo su Osimhen. Un nervosismo comprensibile, quello del tecnico, visto che oltre all'eliminazione e alla prestazione opaca della sua squadra, si ritrova ora con due pedine fondamentali in dubbio per il prosieguo della stagione. Ispettori UEFA e dirigenti del Liverpool, nel frattempo, sono stati visti esaminare i cartelloni incriminati dopo la partita, quasi a certificare che qualcosa, in quella dinamica, non avrebbe dovuto funzionare a dovere, aprendo scenari che potrebbero portare a sviluppi futuri sulla sicurezza degli stadi.




