L'erede Del Vecchio a Otto e mezzo: "Accordo successione non c'è, io ho accettato"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un'intervista che, al di là delle inevitabili esitazioni e di qualche battuta non proprio felice, ha confermato come il percorso successorio del colosso Delfin sia ancora lontano dal traguardo. Leonardo Maria Del Vecchio, erede del fondatore di EssilorLuxottica e figura sempre più in vista nell'editoria italiana, ha parlato chiaramente a Lilli Gruber durante la trasmissione Otto e mezzo, affermando di aver accettato l'eredità paterna così com'era e di non essere lui l'ostacolo alla definizione dell'accordo. Quasi quattro anni dopo la scomparsa del patriarca, la questione rimane dunque un nervo scoperto per gli otto eredi, ciascuno titolare di una fetta pari al 12.5% della holding familiare, in un contrasto che evoca, per contrapposizione, il modello di transizione citato dallo stesso intervistato quando ha menzionato "l'esempio di successione ben riuscita" di Silvio Berlusconi.

Un bilancio tra editoria, inchieste e risiko finanziario

La conversazione con la Gruber, nella quale il trentunenne imprenditore non si è sottratto a nessun argomento, ha spaziato ben oltre le dinamiche familiari, toccando i diversi fronti che lo vedono protagonista. Si è discusso, com'è naturale, delle sue recenti mosse nel mondo dell'informazione, con l'acquisizione del gruppo editoriale QN-Quotidiano Nazionale e di una quota consistente del Giornale, operazioni che testimoniano una precisa visione strategica. A questo proposito, Del Vecchio ha espresso una netta preferenza per "un'informazione vera", distanziandosi implicitamente dalle modalità di comunicazione tipiche di certi social network, e ha poi affrontato senza reticenze il tema dell'inchiesta giudiziaria nota come Equalize, che indaga su presunte attività di dossieraggio illecite, un capitolo di cronaca giudiziaria che procede parallelamente alla sua vita imprenditoriale.

Le posizioni pubbliche tra incidente stradale e scelte politiche

Altro momento significativo dell'intervista è stato il riferimento all'incidente stradale di cui è stato protagonista alla guida di una Ferrari, un episodio di cronaca trattato con la necessaria sobrietà e sul quale l'erede ha fornito la sua versione dei fatti. Il quadro si è completato con accenni al complesso risiko finanziario che interessa Mediobanca e Generali, due pilastri della finanza italiana nei quali la holding Delfin detiene partecipazioni rilevanti. Sul piano delle convinzioni personali, poi, Del Vecchio ha reso noto il suo apprezzamento per l'Italia di Giorgia Meloni, attuale presidente del Consiglio, aggiungendo di aver votato per lei in occasione delle ultime elezioni così come, in passato, aveva espresso il suo sostegno a Matteo Renzi.

Una situazione ancora in divenire

Quello che emerge dal lungo colloquio televisivo è il ritratto di un erede che, pur nella consapevolezza del peso del cognome che porta, sta cercando di ritagliarsi uno spazio autonomo, tra investimenti editoriali, passioni personali e la gestione di un patrimonio ingente e ancora non del tutto assestato. La questione della successione, posta al centro del dialogo fin dalle prime battute, resta lo sfondo ineludibile di ogni sua mossa, una partita che coinvolge sette altri eredi e che, nonostante il tempo trascorso, non ha ancora trovato una composizione definitiva, lasciando aperte tutte le possibili evoluzioni di un asse patrimoniale di fondamentale importanza per l'economia nazionale.

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