Napoli, Conte frena il giudizio: "Disastro? Bisogna andarci piano con le parole"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Antonio Conte, chiamato a commentare l'eliminazione dalla Champions League dopo il 2-3 subito contro il Chelsea, ha scelto di arginare le critiche più severe, invitando a una valutazione più ampia del percorso compiuto. “E’ un disastro? Parliamo di sport… Ognuno di noi cerca di fare il meglio, in questo disastro calcistico abbiamo vinto uno scudetto e una Supercoppa in un anno e mezzo”, ha dichiarato ai microfoni di Amazon Prime, ribadendo un concetto che gli sta particolarmente a cuore. Secondo il tecnico, infatti, bisogna “andarci piano con le parole”, perché il giudizio non può fermarsi a una singola, seppur dolorosa, eliminazione, ma deve abbracciare l'intero ciclo, considerando anche i successi ottenuti in un lasso di tempo relativamente breve.

Una sconfitta che non offusca il percorso

Nella sua analisi, Conte ha sottolineato le circostanze avverse che hanno accompagnato l'ultimo atto europeo, spiegando come la squadra abbia affrontato l'impegno “senza 13 calciatori”, un dato che, per lui, rende ancor più significativa la prestazione offerta. Pur riconoscendo la superiorità degli avversari nella fase decisiva, ha evidenziato come il Napoli sia riuscito a “tenere testa al Chelsea in un match di stampo europeo”, dimostrando carattere e organizzazione nonostante le numerose assenze. Quel che è mancato, in sostanza, è stata l'efficacia nelle zone decisive del campo, un dettaglio che spesso separa le grandi squadre nelle competizioni internazionali. “La differenza è stata nella capitalizzazione tra noi e il Chelsea”, ha ammesso in conferenza stampa, aggiungendo che “potevamo fare molto di più negli ultimi trenta metri”, un rammarico che non intacca, però, il giudizio complessivo su una partita che ha definito “molto importante sotto tutti i punti di vista”.

L'eredità di una stagione sotto il segno della tenacia

Il clima che si è respirato al termine dell'incontro, con il pubblico del Maradona che ha tributato un lungo applauso ai propri giocatori, sembra confermare la lettura proposta da Conte. I tifosi, consapevoli dello sforzo profuso, hanno premiato “cuore e grinta”, accettando un addio “che fa male, fa rabbia”, ma riconoscendo il valore di una squadra che, nonostante un affanno fisico palpabile dovuto al calendario fittissimo e al ridotto numero di elementi a disposizione, “ha lottato, sudato la maglia, dando l’ennesima dimostrazione di forza”. Questo aspetto, quello della reazione psicologica e della capacità di soffrire, è stato più volte evidenziato dal tecnico come un tratto distintivo del gruppo, capace di “andare oltre le aspettative” anche nelle situazioni più complesse, come quella vissuta a Copenaghen, ricordata come una “sliding door negativa” che ha condizionato il cammino.

Lo sguardo rivolto al futuro e ai giovani

Tra le note positive della serata, Conte ha voluto menzionare anche l'esordio di alcuni giovani, un segnale di fiducia verso il vivaio e di una possibile crescita interna. Pur esprimendo soddisfazione per queste aperture, ha mantenuto un tono pragmatico, sottolineando la necessità per i ragazzi di “mantenere i piedi per terra”, perché il percorso per consolidarsi ai massimi livelli è lungo e irto di difficoltà. La riflessione, quindi, si sposta naturalmente sui prossimi obiettivi, con la consapevolezza che l'esperienza in Champions League, conclusa a testa alta nonostante l'amarezza, possa costituire un capitale importante per il futuro. La squadra, ha ribadito Conte, ha mostrato di “avere le qualità per giocare a certi livelli”, e ora il compito è canalizzare questa consapevolezza verso i traguardi rimasti in palio, uscendo dall'esperienza europea con la fierezza di chi ha dato tutto nonostante i limiti imposti dalla realtà.

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