Carburanti: fine del taglio accise, quanto costa il pieno
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Redazione Economia
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La fine del taglio accise sui carburanti arriva oggi, venerdì 3 luglio 2026, con la scadenza della misura introdotta per contenere l’impatto dei rincari energetici legati alle tensioni in Medio Oriente. Il provvedimento, attivo dal 18 marzo e prorogato per cinque volte consecutive, garantiva uno sconto sulle accise di benzina e gasolio, ora destinato a decadere alla mezzanotte. Il taglio era stato ridotto nell’ultima fase, con 5 centesimi al litro per la benzina e una riduzione del gasolio portata da 10 a 5 centesimi. Con la sua conclusione, il tema dei carburanti torna centrale per automobilisti e imprese, mentre si attende di capire se il governo interverrà ancora nelle ultime ore utili.
Scadenza del taglio accise carburanti e impatto immediato sui prezzi
Con la cessazione del taglio accise carburanti, salvo interventi dell’ultimo minuto, i prezzi alla pompa sono destinati a salire già da domani. Il Codacons stima un aumento medio di circa 3,05 euro per un pieno, considerando anche l’effetto dell’Iva applicata sulle accise. L’impatto si riflette direttamente sui costi per gli automobilisti, con il gasolio che potrebbe tornare a livelli più elevati lungo la rete ordinaria e con aumenti percepiti anche sui rifornimenti più frequenti. La misura, nata come risposta temporanea ai rincari energetici, chiude così una fase di sostegno che aveva inciso in modo diretto sulla spesa quotidiana dei trasporti.
Secondo le valutazioni riportate, un pieno da 50 litri può costare circa 3 euro in più rispetto al periodo precedente. L’effetto si somma alle dinamiche già presenti sul mercato dei carburanti, dove il prezzo del petrolio risulta in discesa ma non sufficiente a compensare la fine dello sconto fiscale. Il tema diventa quindi la distanza tra andamento delle materie prime e prezzo finale alla pompa, che resta influenzato in modo significativo dalla componente fiscale legata alle accise.
Prezzi medi benzina e diesel tra rete ordinaria e autostrade
I dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano una situazione di stabilità solo apparente per i carburanti alla vigilia della scadenza. Il prezzo medio nazionale in modalità self service si attesta a 1,803 euro al litro per la benzina e a 1,882 euro al litro per il gasolio. Questi valori rappresentano il riferimento della rete ordinaria, ma non includono le differenze territoriali e infrastrutturali che incidono sul costo finale sostenuto dagli automobilisti.
Sulla rete autostradale i prezzi risultano più elevati, con la benzina self che raggiunge 1,894 euro al litro e il gasolio che si attesta a 1,968 euro al litro. In questo contesto, la fine del taglio accise si inserisce in un quadro già caratterizzato da differenziali significativi tra diverse tipologie di distributori. La combinazione tra aumento fiscale e livelli già più alti in autostrada rende più evidente l’impatto sulle lunghe percorrenze e sui rifornimenti effettuati durante i viaggi.




