L’Inter e la follia che temevamo: ora il conto è arrivato, ma c’è ancora una chance

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quello che molti tifosi dell’Inter, nel fondo, temevano si è materializzato in una settimana che ha ribaltato le prospettive di una stagione fino a pochi giorni fa apparentemente impeccabile. Se il calcio è un gioco di equilibri, dove ogni eccesso di fiducia può trasformarsi in trappola, la squadra di Simone Inzaghi ne ha fatto amaramente esperienza: tre sconfitte consecutive, tra cui il derby che ha spento i sogni di Coppa Italia e il ko con la Roma che ha permesso al Napoli di scalare la vetta della Serie A, hanno riportato tutti con i piedi per terra.

Maurizio Compagnoni, in studio a Sky Sport, ha colto nel segno quando ha parlato di una squadra «scarica mentalmente, non solo fisicamente». Un’analisi che va oltre la semplice stanchezza muscolare e tocca un nervo scoperto: l’Inter, dopo mesi trascorsi a inseguire tre obiettivi con apparente disinvoltura, ha mostrato improvvisamente le sue fragilità. La difesa, solida come pochissime in Europa, ha vacillato; il palleggio, di solito arma letale per controllare le partite, è apparso sterile; e quel meccanismo perfetto che aveva regalato sicurezza ora sembra inceppato.

Non si tratta, però, di un crollo improvviso. I segnali c’erano, nascosti tra le pieghe di prestazioni comunque vittoriose ma meno convincenti. Il pareggio contro il Bayern Monaco, seppur sufficiente per approdare in semifinale di Champions, aveva già rivelato qualche incertezza. Poi, il passo falso contro il Milan, quello con il Bologna e infine la Roma hanno reso evidente ciò che prima era solo un sospetto: l’Inter, pur dominante, non è invincibile.

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