Solidarietà e asfissia: la bandiera cubana a Roma mentre Visa e Mastercard sospendono i servizi nell’isola

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La bandiera della Repubblica di Cuba sventola da questa mattina sulla facciata del Municipio Roma VIII, in via Benedetto Croce 50, a testimonianza di un gesto dal forte valore simbolico e politico che l’amministrazione municipale ha voluto promuovere in occasione della visita istituzionale dell’ambasciatore cubano in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar.

L’esposizione, che dà attuazione a una mozione approvata dal Consiglio del Municipio in linea con analoghe iniziative già deliberate dall’Assemblea Capitolina, rappresenta un atto di sostegno che si inserisce in un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni economiche e diplomatiche.

Mentre i rappresentanti delle associazioni di amicizia e i vertici dell’ente locale ribadivano la propria vicinanza all’isola, una notizia destinata ad avere effetti ben più concreti sulla vita quotidiana dei cubani faceva il giro del mondo: a partire dal prossimo 6 giugno, non si potrà più pagare con carte Visa e Mastercard a Cuba.

Le sanzioni inasprite mettono in ginocchio i pagamenti elettronici

La Banca Centrale cubana ha comunicato ufficialmente che, a causa delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, i due principali circuiti internazionali di pagamento cesseranno le operazioni nell’isola. Una banca estera, il cui nome non è stato rivelato dall’istituto di emissione, ha interrotto i rapporti con Fincimex S.A., l’ente statale preposto alla gestione di queste transazioni, spinta dall’inasprimento delle restrizioni voluto dalla Casa Bianca.

La decisione, come si legge nella nota ufficiale, si ricollega direttamente all’Ordine Esecutivo 14404 del 1° maggio, che prevede sanzioni mirate per tutti quegli istituti di credito stranieri che mantengono legami commerciali con il governo cubano. Si tratta di una mossa preventiva per evitare conseguenze peggiori, ma l’effetto pratico è devastante: Cuba si trova impossibilitata a ricevere ingressi derivanti dalla vendita di beni e servizi attraverso questi strumenti finanziari di provata capillarità.

Per sopperire a questo vuoto, rimarranno operativi i pagamenti in contanti e le carte cubane Clásica e Tropical, ma per un’economia già provata dalla carenza di liquidità si tratta di una mazzata difficilmente assorbibile.

L’effetto domino sull’economia e il turismo: il caso Meliá

La morsa economica, tuttavia, non si ferma al settore bancario, e le ripercussioni sono evidenti anche nell’industria turistica, che a Cuba versa ormai in uno stato di collasso avanzato. La catena alberghiera spagnola Meliá, uno dei partner più importanti per la gestione delle strutture ricettive dell’isola, ha annunciato la cessazione delle proprie attività in territorio cubano, abbandonando di fatto 15 dei 34 hotel che amministrava.

In una nota, l’azienda ha parlato di un misto di "responsabilità aziendale e fattori esterni" che hanno compromesso la sicurezza e la legalità delle operazioni, ma la realtà è che, come altri colossi come Iberostar e Blue Diamond, la Meliá ha preferito ritirarsi piuttosto che rischiare di incorrere nelle rappresaglie di Washington.

Va notato che la maggior parte di questi hotel era già chiusa o inattiva a causa dei blackout energetici e del crollo verticale della domanda turistica, ma la formalizzazione di questo addio rappresenta una ferita quasi mortale per un settore che, nel primo trimestre dell’anno, ha registrato un crollo del 48% di arrivi rispetto allo stesso periodo del 2025. Centinaia di lavoratori, dagli autisti ai dipendenti degli hotel, si trovano ora di fronte a un futuro di incertezza assoluta, stretti nella morsa di un blocco che si fa ogni giorno più soffocante.

La mobilitazione della società civile italiana

Di fronte a questa escalation, che la Banca Centrale cubana ha definito una strategia di asfissia da parte degli Stati Uniti, il mondo dell’associazionismo italiano prova a reagire con iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi. Se a Roma il gesto è stato istituzionale, con la bandiera issata a simboleggiare la vicinanza del territorio capitolino, a Varese la mobilitazione assume i contorni di una festa popolare e di un dibattito politico.

Il Circolo “Comandante Fidel” ha organizzato l’evento “Cuba no está sola”, in programma ai Giardini Estensi, con l’obiettivo di informare i cittadini sulle conseguenze delle sanzioni e raccogliere risorse destinate ai progetti di cooperazione. Nel mirino dell’associazione, oltre alla richiesta di devolvere il 5xMille, c’è la necessità di controbattere quella che viene definita una narrazione distorta dei media tradizionali sulla situazione cubana; durante la serata interverranno esponenti di MediCuba Europa e ci sarà spazio per la musica tradizionale dell’isola.

Dal canto loro, le autorità dell’Avana hanno respinto con forza le accuse provenienti da Washington, difendendo il ruolo del conglomerato GAESA, finito nel mirino delle sanzioni, come necessario per la sopravvivenza economica della nazione e per la costruzione di infrastrutture sociali.

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