Etna, nuova attività esplosiva al cratere Voragine: tremore in risalita e allerta arancione per i voli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nuova e intensa attività esplosiva è in corso al cratere Voragine dell'Etna, un fenomeno che riporta l'attenzione sul vulcano attivo più alto d'Europa dopo i notevoli disagi che, a cavallo di Ferragosto, avevano paralizzato il traffico aereo nello scalo di Catania Fontanarossa. Il tremore vulcanico, quel parametro che segnala in modo diretto l'energia in movimento nei condotti magmatici interni al vulcano, è in risalita e staziona su valori molto alti, indice di una significativa pressione del sistema eruttivo.

A darne notizia, attraverso il consueto e capillare lavoro di monitoraggio, è l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio etneo di Catania, che segue costantemente l'evoluzione del fenomeno. L'avviso per l'aviazione, il cosiddetto Vona (Volcano observatory notice for aviation), emesso dall'Ingv, al momento è rimasto di colore arancione, un livello di allerta che richiede attenzione da parte dei piloti e delle compagnie aeree ma che non impone ancora la chiusura immediata dello spazio aereo.

La dinamica dell'attività esplosiva e i parametri di monitoraggio

Dalle osservazioni effettuate dall'ente di ricerca emerge con chiarezza che l'energia all'interno del vulcano sta crescendo, e il tremore vulcanico, che ne è il termometro più affidabile, sta salendo in modo deciso. Questa attività esplosiva al cratere Voragine, che si manifesta con emissioni di cenere e materiale piroclastico, si inserisce in un quadro di turbolenza che ha caratterizzato le ultime settimane.

Nei giorni scorsi, infatti, l'Etna aveva mostrato segnali di una possibile fase di raffreddamento, con un decremento del tremore e un parziale raffreddamento del campo lavico; ma la situazione, come spesso accade per i vulcani, è tornata rapidamente a farsi più dinamica e potenzialmente problematica per le aree circostanti. L'Ingv, attraverso le sue reti di monitoraggio distribuite sul territorio, continua a tenere sotto controllo la situazione, pronta a fornire aggiornamenti in tempo reale alle autorità e alla popolazione.

Disagi e diritti dei passeggeri: la gestione dell'emergenza

L'ombra della nuova attività esplosiva riaccende inevitabilmente i riflettori sulle conseguenze pratiche che un'eventuale nuova chiusura dello scalo di Fontanarossa avrebbe per migliaia di passeggeri, già messi a dura prova dal caos voli delle scorse settimane. A fare chiarezza sui diritti dei viaggiatori, in un contesto già reso complicato dall'attività eruttiva, era intervenuto nei giorni precedenti Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, il quale aveva messo in guardia i passeggeri su alcune pratiche scorrette che potrebbero essere attuate dalle compagnie aeree.

Secondo Dona, che ha raccolto numerose segnalazioni di viaggiatori bloccati in Sicilia, alcune società tenderebbero a spostare i voli su aeroporti distanti, come Palermo o Trapani, con un semplice sms e senza fornire assistenza per il trasferimento, cercando di far passare l'operazione come una modifica operativa quando invece si tratterebbe di una vera e propria cancellazione del volo originariamente acquistato.

La questione è delicata e tocca il cuore del Regolamento Comunitario CE 261/2004, che garantisce precise tutele ai passeggeri in caso di cancellazione. L'obiettivo è spesso quello di attribuire al passeggero la responsabilità della mancata partenza, qualificandola come una sua rinuncia volontaria, per sottrarsi agli obblighi di assistenza e rimborso.

In particolare, l'invito di Dona è stato quello di non arrendersi e di non accettare passivamente le condizioni imposte, conservando tutte le prove (screenshot, ricevute) per poter eventualmente far valere i propri diritti in sede di contenzioso.

Ripercussioni sul traffico aereo e la risposta delle istituzioni

L'incertezza legata all'andamento dell'eruzione ha già avuto un impatto enorme sul traffico aereo nella regione. Si stima che circa 500.000 passeggeri siano rimasti coinvolti nei disservizi, con circa 1.900 voli programmati che hanno subito cancellazioni o dirottamenti verso altri scali. La chiusura del Catania Fontanarossa ha costretto le istituzioni a organizzare un piano di emergenza che ha coinvolto l'Enac, l'Enav e la Regione Siciliana, con l'attivazione di corse straordinarie in treno e in autobus per limitare i disagi degli utenti.

Il sindaco di Catania, Enrico Trantino, ha lanciato un appello diretto all'Enac affinché intervenga a garanzia dei diritti dei cittadini e per gestire al meglio una situazione che ha creato non pochi problemi logistici alla città.

La cenere vulcanica, infatti, non solo rende pericolose le operazioni di volo per i motori degli aerei, ma richiede anche operazioni di pulizia straordinarie delle piste e una costante verifica delle condizioni meteo. Il livello di allerta arancione per l'aviazione, sebbene non costituisca ancora un blocco totale, resta un segnale che tiene alta la tensione e che costringe tutti gli attori coinvolti a un monitoraggio costante per valutare ogni dodici ore l'evoluzione della situazione e le eventuali necessità di prolungare le restrizioni.

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