Incidente alla funivia di Macugnaga, cento persone bloccate al Passo del Moro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un brusco impatto, un rumore metallico che ha interrotto la quiete della montagna, ha segnato l'inizio dell'emergenza nella tarda mattinata, quando una cabina della funivia diretta al Passo del Moro, superata la stazione di arrivo senza arrestarsi, ha urtato violentemente le barriere di sicurezza. L'episodio, avvenuto a un'altitudine di circa duemilottocento metri nel territorio di Macugnaga, ha provocato il lieve ferimento di tre passeggieri, i quali, per fortuna, sono stati prontamente evacuati tramite elisoccorso. Le operazioni, coordinate dai soccorsi alpini e dai Vigili del Fuoco, si sono concentrate sin da subito sulla centinaia di persone – novantaquattro turisti e cinque addetti ai lavori – rimaste intrappolate nelle altre cabine, sospese nel vuoto in una zona impervia, mentre le piste da sci venivano immediatamente interdette al pubblico e il servizio di risalita definitivamente sospeso.

La dinamica e l'intervento dei soccorritori

Sebbene le indagini tecniche dovranno accertare le cause precise del malfunzionamento, una prima, attendibile ricostruzione parla di un'andatura eccessiva durante l'approccio alla stazione a monte, un fattore che, com'è facile immaginare, ha impedito alla vettura di fermarsi nel punto designato. I primi soccorritori giunti sul luogo, trovandosi di fronte all'impossibilità di riattivare l'impianto in sicurezza, hanno di conseguenza predisposto un ponte aereo per l'evacuazione totale delle persone bloccate, alcune delle quali sono bambini, costretti a un'attesa carica d'ansia tra le nuvole. Il lavoro delle squadre specializzate, del resto, procede con metodo e determinazione, nell'intento di ricondurre a valle tutti quanti nel minor tempo possibile, nonostante le oggettive difficoltà dettate dalla quota e dalle condizioni meteorologiche.

Lo scenario operativo e la gestione dell'emergenza

La macchina dei soccorsi, attivata subito dopo la chiamata d'allarme giunta alle centrali operative poco dopo le undici e venticinque, ha mobilitato mezzi e uomini da più comandi, i quali stanno operando in stretta sinergia per assistere gli sfortunati viaggiatori e per garantire che nessuno di loro subisca ulteriori danni. L'area del Passo del Moro, divenuta in poche ore un teatro di attività frenetiche, vede dunque l'alternarsi dei rumori dei rotorli degli elicotteri, impegnati nelle delicate manovre di avvicinamento alle cabine ferme, mentre a terra il personale sanitario e di protezione civile si prepara ad accogliere chi, uno dopo l'altro, viene portato in salvo. La situazione, per quanto complessa, appare sotto controllo, con le procedure previste dai protocolli che vengono applicate scrupolosamente.

Le conseguenze immediate e il lavoro delle autorità

Oltre alle ovvie ripercussioni sul traffico turistico della giornata, con le attività sciistiche totalmente ferme, l'incidente impone una riflessione stringente sulla sicurezza degli impianti a fune, la cui manutenzione e il cui controllo, come dimostrano purtroppo altri casi di cronaca avvenuti in passato, rappresentano un presidio non derogabile. Le forze dell'ordine, oltre a supportare logisticamente le operazioni di recupero, hanno già avviato i primi accertamenti per delimitare il perimetro delle responsabilità, acquisendo la documentazione tecnica e ascoltando i testimoni, un lavoro meticoloso che servirà a fare piena luce sulla dinamica. Quel che resta, per ora, è l'immagine di cabine immobili contro il biancore della neve, in attesa che l'ultimo dei passeggieri possa mettere piede a terra, ponendo fine a un'esperienza che, per molti, si è trasformata in un incubo.

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