La sconfitta del campo largo in Liguria
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Redazione Interno
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La recente tornata elettorale in Liguria ha segnato una netta sconfitta per il cosiddetto "campo largo", una coalizione eterogenea composta dal Partito Democratico, dai resti del Movimento 5 Stelle e dall'Alleanza Verdi Sinistra. Nonostante l'intervento della magistratura, che ha escluso dalla competizione l'ex governatore Giovanni Toti, il centrodestra ha trionfato con Marco Bucci, sindaco uscente di Genova, che ha ottenuto un ampio consenso.
Il Partito Democratico, guidato da Elly Schlein, ha deciso di escludere Matteo Renzi e Italia Viva dalla coalizione, assecondando il veto perpetuo del Movimento 5 Stelle e, soprattutto, di Giuseppe Conte. Questa scelta ha suscitato numerose critiche, sia all'interno del partito che tra gli elettori, che hanno visto in questa esclusione un errore strategico. Il risultato è stato che il PD ha ottenuto un buon consenso elettorale, ma non sufficiente a contrastare la forza del centrodestra, mentre i grillini sono praticamente scomparsi dai radar.
La dinamica che ha portato all'esito delle elezioni liguri è chiara: il campo delle opposizioni, che a giugno aveva un vantaggio di oltre 22mila voti, si è ritrovato ora sotto di 8.500 voti. Le defezioni sono state significative, con gli elettori dell'area centrista che sono passati dal 8% al 2%, spostandosi verso Bucci, e soprattutto con il Movimento 5 Stelle che è passato dal 10,2% e quasi 65 mila voti al 4,6% e 26 mila voti.
Marta Bonafoni, consigliera regionale e coordinatrice della segreteria nazionale del PD con delega al terzo settore e all’associazionismo, ha sottolineato la necessità di una riorganizzazione delle opposizioni.




