Nave Garibaldi all'Indonesia, salta il voto in commissione al Senato. Le opposizioni: “Governo assente, ora vogliamo chiarimenti su Crosetto e la Drass”
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Redazione Interno
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Il clima nelle commissioni Esteri e Difesa, riunite per il via libera al decreto che disciplina la cessione gratuita della portaerei Garibaldi all’Indonesia, si è fatto incandescente. Le opposizioni, compatte, hanno alzato il tiro accusando l’esecutivo di aver disertato i lavori alla Camera, dove questa mattina il provvedimento doveva essere incardinato, costringendo di fatto alla sospensione della seduta. Una bagarre che si è presto trasferita a Palazzo Madama, dove era presente la sottosegretaria Isabella Rauti, e dove le minoranze rivendicano di aver ottenuto un rinvio del voto. Un rinvio, questo, maturato all'indomani delle rivelazioni giornalistiche, pubblicate nei giorni scorsi, che hanno gettato ombre sull'intera operazione: al centro della bufera, la presenza a Dubai, negli stessi giorni in cui era bloccato il ministro della Difesa Guido Crosetto, dell’imprenditore Sergio Cappelletti, titolare della Drass, società che potrebbe trarre benefici economici dal business legato alla donazione dell’unità navale al governo di Giakarta.
Una donazione da oltre 50 milioni e il ruolo dell’imprenditore
I riflettori sono puntati sulla decisione, definita da più parti “incomprensibile”, di regalare un patrimonio della Marina Militare il cui valore residuo è stato quantificato in circa 54 milioni di euro. Una scelta che stride, secondo i parlamentari di Pd e Movimento 5 Stelle, con la possibilità di una vendita, e che diventa ancor più opaca alla luce degli intrecci professionali e politici che circondano la vicenda. Il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5s e componente della commissione d'inchiesta, ha depositato un'interrogazione per fare luce su quello che definisce “un ginepraio di elementi”: dalla permanenza del ministro Crosetto a Dubai – soggiorno dai contorni ancora tutti da chiarire – all'eventuale incontro con Cappelletti, fino ai rapporti tra la Drass e Fratelli d'Italia, partito che l'azienda avrebbe finanziato in passato. La Drass, peraltro, opera nel settore dei sistemi di difesa subacquea e aderisce ad Aiad, l'associazione delle aziende belliche guidata dallo stesso Crosetto fino alla sua nomina a ministro.
Le opposizioni, attraverso le voci dei capigruppo dem Enzo Amendola e Stefano Graziano, hanno sottolineato la gravità dell'assenza del governo in commissione, interpretata come una fuga di fronte alle domande che il Parlamento aveva il diritto di porre prima di esprimere il proprio parere. Un'assenza che riguarda non solo il vertice del dicastero, ma anche i relatori di maggioranza, un fatto che ha spinto le minoranze a chiedere e ottenere la sospensione dei lavori a Montecitorio. Al Senato, invece, la presenza della sottosegretaria Rauti non è bastata a placare gli animi, portando al rinvio del voto voluto dalle minoranze. Al centro della richiesta di chiarimenti, come ribadito da una nota del M5s, c'è la volontà di comprendere le reali motivazioni che hanno portato alla scelta della cessione gratuita, soprattutto alla luce di una lettera, rivelata da inchieste giornalistiche, in cui la controparte indonesiana avrebbe prospettato ipotetici compensi a favore di una società privata, la Drass, sollevando interrogativi sulla natura e la portata degli accordi collaterali all'operazione principale.
Il ministero della Difesa, nei giorni scorsi, aveva già smentito con fermezza la ricostruzione fornita da alcuni organi di stampa, parlando di articoli falsi e diffamatori e minacciando azioni legali. In una nota ufficiale, il dicastero aveva precisato che nessuno dei contenuti della lettera proveniente da Giacarta era stato accettato o fatto proprio dall'Italia, e che le ipotesi prospettate unilateralmente non avevano trovato alcuna adesione. Tuttavia, la decisione del governo di non presenziare in commissione proprio nel giorno in cui si doveva discutere il provvedimento ha riacceso le polemiche, alimentando il sospetto delle opposizioni che qualcosa debba essere nascosto. Un clima di sfiducia che ha portato alla richiesta trasversale di sospendere qualsiasi parere fino a quando non sarà fatta piena luce su ogni singolo aspetto dell'operazione, dai rapporti tra i soggetti coinvolti fino alle ragioni economiche e strategiche di una scelta che, a detta dei critici, appare quantomeno controversa.
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