La portaerei Garibaldi diventa una base di droni per l'Indonesia
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Redazione Esteri
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La vendita della portaerei Giuseppe Garibaldi all’Indonesia, un passaggio epocale per la storia militare italiana, è stata ufficializzata. L’accordo, del valore di 450 milioni di dollari, è stato annunciato durante la fiera Indodefence 2025 a Giacarta. Dopo oltre quarant'anni di servizio, la nave, già ammiraglia della Marina Militare, inizierà una nuova vita operativa nell’arcipelago del Sud-est asiatico.
Una nuova vita operativa per la Garibaldi
Secondo Fincantieri, la portaerei Garibaldi ha ancora un potenziale di quindici-venti anni di attività. Prima di entrare in servizio, sarà sottoposta a significativi lavori di ammodernamento per rispondere alle esigenze della marina indonesiana. Oltre al ritorno economico, l’operazione consolida la cooperazione internazionale e la presenza tecnologica italiana nel dinamico mercato asiatico.
La riconversione in piattaforma per droni
La destinazione d’uso prevista segna una radicale evoluzione. L’Indonesia non impiegherà la Garibaldi nel suo ruolo tradizionale, ma la riconvertirà in una piattaforma avanzata per il dispiegamento e il controllo di droni e veicoli senza pilota. Questa trasformazione ne farà un laboratorio galleggiante per le guerre del futuro, allineandosi alle dottrine navali più moderne.
Un accordo strategicamente rilevante
La cessione della Garibaldi è strategicamente rilevante. Testimonia la fiducia nelle capacità progettuali italiane e rinsalda i legami diplomatici con una nazione chiave nello scacchiere indo-pacifico. Simbolo della proiezione marittima dell’Italia per decenni, la nave si appresta a diventare un pilastro della difesa indonesiana, adattandosi a missioni completamente inedite.
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