Zelensky: in sette giorni 1.500 droni e 1.170 bombe contro l'Ucraina
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Redazione Esteri
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato un'intensificazione senza precedenti dell'offensiva russa, rivelando che, nel giro di soli sette giorni, il suo Paese ha dovuto fronteggiare l'impatto di millesiccento bombe e circa milleduecento droni. "Mosca", ha affermato Zelensky senza mezzi termini, "sta deliberatamente prendendo di mira la popolazione civile, una strategia che mira a logorare non solo le difese ma il morale stesso della nazione". Questa ondata di attacchi, che non accenna a placarsi, ha colpito con particolare ferocia gli oblast di Dnipropetrovsk, Zaporizhia e Odessa, dove raid aerei e artiglieria hanno causato vittime innocenti, inclusi due ragazzi, e lasciato intere comunità al buio e nel freddo, come nel caso dei cinquantottomila nuclei familiari privi di energia elettrica nella regione di Zaporizhzhia a seguito di settecentocinquanta attacchi concentrati su diciotto insediamenti diversi.
L'assedio di Kupyansk e la battaglia di Pokrovsk
Sul piano strettamente militare, mentre i riflettori sono puntati sulle città martiri, Mosca ha comunicato di aver sventato quello che ha definito un "tentativo su larga scala" da parte delle forze di Kiev di rompere l'assedio nella zona di Kupyansk. Secondo i bollettini russi, le unità schierate in quel settore del fronte avrebbero efficacemente bloccato la manovra ucraina, impedendo uno sfondamento che avrebbe potuto alterare gli equilibri tattici in un'area strategicamente sensibile. Analoga affermazione è stata rilasciata riguardo al fronte di Pokrovsk, dove si sostiene che un'analoga azione offensiva ucraina sia stata contenuta, sebbene di questi scontri, come spesso accade, non vi sia conferma indipendente e le versioni dei due schieramenti rimangano diametralmente opposte.
Le incursioni ucraine in territorio russo
La guerra, tuttavia, non si combatte solo sul suolo ucraino. Nella notte, infatti, droni presumibilmente partiti dall'Ucraina hanno colpito obiettivi all'interno del territorio russo, nello specifico nel krai di Krasnodar. L'attacco ha preso di mira un molo di carico di un terminal petrolifero e una petroliera, causando un vasto incendio che ha impegnato a lungo i vigili del fuoco. Questo episodio, che segue di poco un'azione analoga contro un impianto petrolifero a Tuapse, sempre sulle rive del Mar Nero, segnala una chiara volontà di Kiev di portare gli effetti del conflitto anche sulle infrastrutture economiche e logistiche russe, colpendo quei nodi energetici che sono vitali per il Cremlino.
Il mistero dei droni in Belgio e il quadro diplomatico
In un contesto già di per sé teso, un elemento di ulteriore inquietudine arriva dall'Europa occidentale, dove droni non identificati sono stati segnalati mentre sorvolavano una base militare belga che ospita testate nucleari statunitensi. Si tratta del secondo episodio del genere in meno di ventiquattro ore, un fatto che, sebbene del tutto scollegato dalle operazioni sul campo in Ucraina, contribuisce ad alzare il livello di allerta generale in un continente che osserva con apprensione l'evolversi di un conflitto i cui effetti si fanno sentire ben oltre i confini del teatro bellico. Sul versante diplomatico, da Mosca è giunta intanto la valutazione che un eventuale incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non sia, al momento, considerato necessario, lasciando intendere che le priorità del Cremlino rimangano saldamente ancorate alla dimensione militare del confronto.




