Dazi Usa, tra autolesionismo e bullismo economico: una scelta che danneggia tutti
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Redazione Economia
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L’imposizione di dazi commerciali da parte degli Stati Uniti, estesi a tutti i principali partner economici – dalla Cina all’Unione Europea – rappresenta una mossa che, sebbene presentata come difesa degli interessi nazionali, finisce per minare le basi stesse del mercato globale. Una politica protezionista, quella dell’amministrazione americana, che non solo viola i principi fondamentali del libero scambio, ma rischia di aggravare l’incertezza economica già alimentata da tensioni geopolitiche e instabilità finanziaria. La Cina, tra i principali bersagli di queste misure, ha reagito con nettezza, definendole un atto di "bullismo economico" destinato a ritorcersi contro chi lo promuove.
Intanto, mentre Washington persegue una strategia che molti economisti considerano autolesionista, l’Europa sembra resistere senza scossoni immediati. Le borse del Vecchio Continente, compresa Piazza Affari, hanno mantenuto un andamento positivo nonostante le turbolenze. Il Ftse Mib, alle 15:50 del 2 maggio, segnava un +1,36%, attestandosi a 38.116 punti, con prospettive tecniche che indicavano ulteriori margini di rialzo. Tra i titoli più performanti, spiccavano realtà come Leonardo, Snam e Prysmian, a dimostrazione di come il mercato italiano, almeno nel breve termine, stia assorbendo l’onda d’urto delle tensioni commerciali.
Tuttavia, gli effetti a medio-lungo termine potrebbero essere ben diversi. Standard & Poor’s ha già rivisto al ribasso le stime di crescita per l’Italia, inserendola tra i Paesi più esposti alle conseguenze dei dazi. Un segnale preoccupante, che si aggiunge al rallentamento del Pil cinese e che conferma come le barriere commerciali, anziché proteggere le economie, finiscano per deprimerle. Se da un lato Wall Street sembra ignorare gli avvertimenti, dall’altro le borse europee – pur mostrando resilienza – dovranno fare i conti con un contesto sempre più frammentato, dove le regole del gioco vengono riscritte in base a logiche di forza più che di cooperazione.




