Leonardo, 15 anni, vittima di bullismo si toglie la vita
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Redazione Interno
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Con la stessa determinazione con cui pochi giorni prima aveva affrontato i suoi persecutori, Leonardo, un ragazzo di 15 anni, ha deciso di porre fine alla sua vita. Domenica sera, fingendo di andare a letto presto, ha aperto la cassaforte dove il padre custodiva la pistola da vigile urbano, ha spento il Wi-Fi per disattivare le telecamere interne alla casa e si è allontanato nelle campagne di Montignano, a otto chilometri da Senigallia. Il giovane, bullizzato a scuola, ha scelto di usare l'arma del padre per compiere il tragico gesto.
Davanti alla porta d’ingresso della villetta dove viveva con il padre e i nonni, ci sono ancora tre paia di scarpe da ginnastica di Leonardo. Il dolore per la sua morte è palpabile, con il padre che afferma: "Bullizzato da ragazzi disumani, non accada più". La nonna di Leonardo, Lina, con gli occhi lucidi ma decisi, ha dichiarato: "Mio nipote era sensibile, bisogna parlare di più della violenza a scuola. In questo Paese è un problema enorme e nessuno fa niente".
La classe di Leonardo, ribellandosi ai bulli, ha raccontato come il giovane fosse spesso vittima di insulti e violenze. "Gli dicevano: sei una femminuccia", ha riferito un compagno di classe. Lunedì, all’istituto Panzini di Senigallia, la notizia del suicidio di Leonardo ha scosso profondamente studenti e insegnanti. Un amico di Leonardo ha affrontato uno dei tre bulli, che dall’inizio dell’anno scolastico tormentavano il ragazzo, schiaffeggiandolo e urlando: "Non fare il mio nome".
La tragedia di Leonardo mette in luce, ancora una volta, la gravità del fenomeno del bullismo nelle scuole italiane e la necessità di interventi concreti per prevenire ulteriori drammi.




