Un giuramento che unisce il Paese, il ruolo di Vibo Valentia nel percorso dei nuovi poliziotti
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Redazione Interno
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In una giornata dal forte valore simbolico, che ha visto unite idealmente tutte le scuole di formazione d'Italia, Vibo Valentia ha ospitato una delle cerimonie più significative per il ricambio generazionale nelle forze dell'ordine. Nella scuola allievi della città calabrese, infatti, duecentotrentatré giovani provenienti dalle regioni meridionali hanno prestato solenne giuramento di fedeltà alla Repubblica, un atto formale e al tempo stesso carico di significato che sancisce l'ingresso ufficiale nell'istituzione. La presenza del sottosegretario di Stato all'Interno Wanda Ferro, insieme al prefetto e al questore di Vibo Valentia, ha sottolineato l'importanza nazionale dell'evento, che coinvolge un'intera leva di futuri agenti chiamati a servire il Paese in un momento storico complesso.
Il passaggio cruciale segnato dalla consegna degli alamari
Pochi giorni prima del giuramento, un altro momento rituale aveva già segnato il percorso formativo degli allievi, non solo a Vibo ma in ogni istituto del territorio nazionale. Ai duemilacentoventisei frequentatori del 231° corso, infatti, erano stati consegnati gli alamari, le mostrine che rappresentano visibilmente il traguardo del completamento del periodo di addestramento. Quella consegna, come da tradizione, trasforma gli allievi in agenti in prova, pronti a svolgere il periodo di tirocinio operativo. Una tappa fondamentale, che prepara al giuramento vero e proprio, celebrato in maniera coordinata in diverse sedi, tra cui spicca, per il Sud, proprio la cittadina vibonese.
Cerimonie diffuse su tutto il territorio nazionale
La dimensione nazionale dell'evento è dimostrata dal contemporaneo svolgimento di analoghe cerimonie in altre regioni. In Sardegna, ad esempio, presso il Centro Addestramento e Istruzione Professionale di Abbasanta, erano stati centoquarantanove gli agenti in prova del medesimo 231° corso a ricevere gli alamari alla presenza del questore di Oristano e delle autorità locali. Questi appuntamenti, seppur distanti geograficamente, seguono un unico copione istituzionale e formativo, delineato da una circolare del Dipartimento della Pubblica Sicurezza che stabilisce tempi e modalità dei corsi, il cui prossimo ciclo, il 233°, è già calendarizzato tra il febbraio 2026 e il dicembre dello stesso anno.
Il percorso che continua oltre la formazione iniziale
Il giuramento, pertanto, non costituisce un punto d'arrivo ma piuttosto un nuovo inizio, l'atto formale che apre la fase di effettivo impiego negli uffici e nelle specialità della Polizia di Stato. Il percorso, che dalla selezione arriva alla consegna degli alamari e poi al giuramento in una piazza d'armi, è volto a forgare non solo le competenze tecniche ma anche l'etica del servizio, elemento sottolineato dalla solennità della promessa di fedeltà. Questi momenti collettivi, al di là del loro rigido protocollo, servono a cementare un'identità comune tra giovani che presto si troveranno a operare in contesti molto diversi, dalle grandi città ai piccoli commissariati di provincia, affrontando le sfide quotidiane della sicurezza.




