Dramma a Bari: neonato trovato senza vita nella culla termica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Bari, nella chiesa di San Giovanni Battista, un neonato è stato trovato senza vita all'interno di una culla termica, un dispositivo progettato per salvaguardare i neonati abbandonati. L'evento, avvenuto il 2 gennaio, ha scosso profondamente la città, sollevando interrogativi sulle cause del malfunzionamento della culla. Le indagini, condotte dalla Procura di Bari, mirano a chiarire se un blackout verificatosi una settimana prima possa aver compromesso il funzionamento del sistema di allarme collegato alla culla, che avrebbe dovuto avvisare il parroco, don Marco Simone, dell'arrivo del neonato.

Il parroco ha riferito che, nei giorni precedenti al tragico ritrovamento, la chiesa aveva subito un'interruzione di corrente, ipotizzando che ciò possa aver influito sul mancato funzionamento del dispositivo. La culla termica, infatti, è dotata di un sistema che fa squillare il cellulare del parroco in caso di utilizzo, ma in questa occasione l'allarme non è scattato. Gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura dovranno stabilire con precisione cosa non abbia funzionato e se vi siano responsabilità da attribuire a eventuali negligenze o malfunzionamenti tecnici.

Teresa Longoni, presidente del centro "Culle per la vita", ha sottolineato l'importanza di una regolamentazione chiara e rigorosa per questi dispositivi, che svolgono un ruolo cruciale nella protezione dei neonati abbandonati. Longoni, da anni impegnata nella sensibilizzazione su questo tema, ha ribadito la necessità di garantire che le culle termiche siano sempre operative e dotate di sistemi di sicurezza affidabili, per evitare che tragedie come quella di Bari possano ripetersi.

Le indagini proseguono, con l'obiettivo di fare luce su tutti gli aspetti della vicenda e di individuare eventuali responsabilità.

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