Australia: stop ai social per i minori di 16 anni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'Australia ha recentemente approvato una legge che vieta l'uso dei social network ai minori di 16 anni, una delle normative più rigide al mondo in questo ambito. Il provvedimento, che ha ricevuto il via libera sia dalla Camera che dal Senato, obbliga le piattaforme come Facebook, X, Instagram e TikTok a prendere "misure ragionevoli" per impedire ai bambini e agli adolescenti di creare account sui social network. Tuttavia, WhatsApp e YouTube non sono inclusi in questa restrizione.

La ministra per le Comunicazioni, Michelle Rowland, ha dichiarato in Parlamento che per troppi giovani australiani i social media possono essere dannosi. Quasi due terzi degli adolescenti australiani tra i 14 e i 17 anni hanno visualizzato contenuti estremamente dannosi online, tra cui abuso di droghe, suicidio, autolesionismo e materiale violento. Questo dato allarmante ha spinto il governo a intervenire con una normativa severa per proteggere i giovani.

Il disegno di legge, che ha trovato ampio sostegno bipartisan, mira a ridurre l'esposizione dei minori a contenuti pericolosi e a promuovere un uso più sicuro e responsabile delle tecnologie digitali. Le piattaforme social dovranno adottare misure concrete per verificare l'età degli utenti e impedire l'accesso ai minori di 16 anni, pena sanzioni significative.

Questa decisione segue un appello lanciato lo scorso settembre da pedagogisti e psicoterapeuti, che avevano chiesto al governo di vietare l'uso dello smartphone prima dei 14 anni e dei social fino ai 16.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.