La Promessa, anticipazioni 12 marzo: Leocadia e Don Lorenzo avvelenano Eugenia, Simona scopre l’inganno di Toño
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Palazzo dei marchesi di Luján, quella tenuta immersa nella campagna di Cordova che quotidianamente ospita intrighi e passioni, si prepara a vivere una delle sue giornate più buie. Nella puntata de La Promessa in onda domani, giovedì 12 marzo, su Rete 4 alle 19:40, la tensione, che da settimane cova sotto la cenere dei rapporti familiari e sociali, esploderà in un gesto calcolato e meschino. Saranno Lorenzo e Leocadia, uniti in un’alleanza che di nobile ha ormai solo il nome, a passare dalle trame verbali a un atto concreto e pericoloso: la somministrazione di alcune gocce di laudano nel bicchiere di Eugenia.
L’obiettivo del capitano e della subdola Leocadia, infatti, è chiaro e va dritto al cuore della stabilità mentale della donna. Versando quel potente oppiaceo nel suo bicchiere, i due non cercano solo un momentaneo sopore, ma vogliono innescare un processo ben più subdolo e devastante. Vogliono farle perdere il contatto con la realtà, provocandole allucinazioni e deliri tali da farla apparire agli occhi di Don Alonso, e dell’intera servitù, come una pazza. La scena che vedremo, dunque, mostrerà Eugenia in preda ai terribili effetti della sostanza, una volta che questa avrà fatto effetto: la sua mente, offuscata dal farmaco, la trascinerà in un vortice di visioni distorte, rendendola irriconoscibile e fragile. Uno spettacolo, quello della sua agonia chimica, che Lorenzo e Leocadia sperano possa giustificare un futuro internamento, liberandoli definitivamente dalla sua ingombrante presenza.
L’azzardo di Lope e il pericolo nel casinò
Mentre nelle stanze nobili si consuma questo avvelenamento subdolo, altrove la tensione assume le forme del rischio calcolato e della violenza improvvisa. Lontano dalla protezione del palazzo, nel casinò di Villalquino, il cuoco Lope si troverà a giocare una partita a poker che va ben oltre il semplice tavolo verde. Il suo avversario è Basilio, un uomo che fino a quel momento è riuscito a celare la sua doppia identità dietro la maschera dello stalliere, ma che al tavolo da gioco mostrerà il suo vero volto. La posta in gioco, per Lope, sembra essere inizialmente solo il denaro, ma la situazione degenererà rapidamente quando Basilio, sentendosi scoperto e braccato, reagirà nel peggiore dei modi.
La sua reazione sarà fulminea e violenta: estrarrà un coltello e, senza esitazione, prenderà Angela in ostaggio, minacciando di ucciderla se qualcuno oserà muoversi per fermarlo. Un atto di disperazione che trasforma una serata di svago in un incubo a occhi aperti. Curro, presente alla scena, si troverà costretto a gettare luce sull’oscurità di quell’uomo, rivelando un segreto sconvolgente che getta una luce ancor più sinistra sull’accaduto: Basilio, in realtà, era stato assoldato per uccidere proprio lui, Curro. La rivelazione, in un frangente così drammatico, non farà che aumentare la tensione e il pericolo per la giovane Angela, stretta nella morsa del suo carceriere.
L’intuito di una madre e il dettaglio che tradisce Toño
Dentro le mura di *La Promessa*, però, a tenere banco è anche un’altra vicenda, forse meno cruenta nelle intenzioni ma altrettanto lacerante sul piano emotivo. Riguarda Simona, la cuoca, e suo figlio Toño. Il ragazzo, dopo essere riapparso, ha raccontato alla madre e a Manuel di essere stato vittima di una rapina, sostenendo che dei malviventi gli abbiano portato via l’auto e una borsa piena di denaro. Una storia, la sua, condita di lacrime e di promesse di denuncia, che però non ha convinto fino in fondo la donna che meglio di tutti dovrebbe conoscerlo: sua madre.
Simona, infatti, con quello sguardo attento che solo una madre può avere, ha osservato il figlio e ha notato un dettaglio che stride in modo insopportabile con la versione dei fatti fornita da Toño. Al collo del ragazzo, lucente e intatta, c’era ancora la sua catenina d’oro. Un particolare, questo, che per Simona assume i contorni di una prova inconfutabile: è davvero credibile che dei ladri, abbastanza spregiudicati da rubare un’intera auto e una borsa piena di soldi, avrebbero poi ignorato un gioiello così prezioso e in bella vista? Per la cuoca, la risposta è un no secco. Quella catenina diventa così la spia di un inganno ben più grande e doloroso, la crepa attraverso cui si intravede la verità che Simona forse già sospettava, ma che vedere confermata le spezza il cuore: suo figlio le ha mentito spudoratamente, nascondendo chissà quali altre colpe.
Il clima di sospetto e le tensioni quotidiane
Mentre la servitù, inevitabilmente, inizia a mormorare e a guardare con sospetto certi comportamenti, anche la preparazione degli eventi mondani contribuisce ad alimentare il malcontento generale. La decisione di escludere Simona dal ruolo di madrina al matrimonio di Catalina e Adriano, una scelta che brucia come un affronto personale, sta creando nuove frizioni e risentimenti, sia nella sposa che nel resto del personale di servizio. In questo clima di intrighi, in cui nessuno sembra essere veramente chi dice di essere, e in cui la crudeltà di personaggi come Leocadia e Lorenzo non conosce limiti, la puntata del 12 marzo si preannuncia come un tassello fondamentale in un mosaico di inganni destinato a complicarsi ulteriormente, lasciando gli spettatori con il fiato sospeso in attesa degli sviluppi.




