È morta Maricarmen Abascal, simbolo della lotta per la casa in Spagna
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
È morta Maricarmen Abascal, la donna di 87 anni diventata in poche settimane uno dei volti più riconoscibili della protesta per il diritto alla casa in Spagna. Maria del Carmen Abascal Martín è deceduta il 7 ottobre all'ospedale Gregorio Marañón di Madrid, dove era ricoverata dal giorno dello sfratto dalla sua abitazione nel quartiere del Retiro. Il 23 settembre aveva lasciato in barella l'appartamento nel quale viveva dal 1956, dopo l'esecuzione del provvedimento di rilascio che aveva attirato davanti all'edificio centinaia di sostenitori e una forte attenzione dei media.
Lo sfratto dalla casa dove viveva dagli anni Cinquanta
La vicenda abitativa dell'anziana era iniziata molto prima delle immagini del suo allontanamento. Il contratto dell'appartamento di calle Alcalde Sainz de Baranda risaliva alla cosiddetta renta antigua e la donna aveva continuato ad abitare nell'immobile dopo essere entrata nella casa insieme alla propria famiglia quando era ancora giovanissima. L'edificio era stato acquistato nel 2018 dalla società Urbagestión e il contenzioso sul mantenimento della locazione era arrivato fino ai tribunali. Nel corso del procedimento erano stati fissati e poi rinviati diversi tentativi di sfratto, mentre la sua difesa chiedeva che venissero considerate l'età, le condizioni personali e l'assenza di una soluzione abitativa ritenuta adeguata.
La controversia aveva assunto una dimensione ancora più ampia quando il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici, sociali e culturali aveva chiesto alla Spagna misure provvisorie per sospendere l'allontanamento oppure garantire un'alternativa compatibile con le necessità dell'inquilina mentre il caso veniva esaminato. Anche il tentativo fissato per giugno era stato rinviato dal giudice, che aveva spostato il lancio alla fine di settembre. La procedura è stata infine eseguita al quarto tentativo: fuori dal palazzo si erano radunati attivisti e sostenitori, mentre l'accesso all'edificio era stato presidiato dalle forze dell'ordine.
Dal ricovero all'accordo che avrebbe dovuto riportarla a casa
Dopo l'uscita dall'appartamento, l'anziana era stata trasportata al Gregorio Marañón e non era più stata dimessa. Nei giorni successivi erano però proseguite le trattative tra i suoi rappresentanti, la proprietà e l'Empresa Municipal de Vivienda y Suelo, intervenuta come mediatrice. Il confronto aveva portato a un nuovo contratto di locazione della durata di otto anni, con un canone che non avrebbe dovuto superare il 30% dei suoi redditi netti. La donna aveva accettato l'intesa mentre si trovava ancora in ospedale e il suo rientro nell'abitazione sarebbe dovuto avvenire dopo le dimissioni.
L'accordo rappresentava un capovolgimento rispetto all'esito del procedimento giudiziario, perché le avrebbe consentito di tornare nello stesso appartamento dal quale era stata allontanata. Le condizioni di salute non permisero però il trasferimento. Ancora il 1° ottobre il Comune di Madrid aveva riferito, sulla base delle informazioni ricevute dai familiari, che la paziente non era nelle condizioni di lasciare a breve il reparto. Il decesso è stato comunicato dopo due settimane di ricovero; non è stata resa pubblica una causa medica specifica della morte e non esiste una comunicazione sanitaria che attribuisca direttamente il decesso allo sfratto.
Le proteste e il caso diventato nazionale
La storia di Maricarmen aveva intanto superato i confini del quartiere madrileno. Il suo allontanamento aveva alimentato manifestazioni per l'accesso alla casa, mobilitazioni e accampamenti, facendo della sua esperienza un riferimento per i movimenti degli inquilini in una fase di forte tensione sul mercato degli affitti. Il Sindicato de Inquilinas, che l'aveva accompagnata nella battaglia giudiziaria e pubblica, aveva utilizzato il suo caso per chiedere maggiori protezioni contro gli sfratti delle persone vulnerabili e contro gli aumenti dei canoni considerati insostenibili.
La questione era entrata anche nello scontro politico nazionale. Nel giorno dell'allontanamento Pedro Sánchez aveva definito quanto accaduto una tragedia sociale e annunciato l'intenzione del governo di presentare con urgenza nuove misure sulla casa, chiedendo ai gruppi parlamentari di sostenerle. Il caso aveva inoltre rafforzato la pressione su istituzioni centrali, Comune e regione di Madrid, chiamati da posizioni diverse a intervenire sulle tutele per gli inquilini fragili. Durante il ricovero, la stessa donna aveva inviato un messaggio pubblico per ringraziare chi l'aveva sostenuta e invitare altre persone a difendere il proprio diritto all'abitazione.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
