L'espansione del narcotraffico in Ecuador: un'analisi
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Redazione Esteri
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L'espansione del narcotraffico in Ecuador ha creato una situazione di crisi che ha portato alla chiusura temporanea delle università e ha generato un'atmosfera di incertezza. Daniele Rocchio, un architetto italiano che lavora per l'Università UTE in Ecuador, descrive la situazione come una pandemia in cui il virus è l'uomo.
La situazione a Quito
Rocchio, che vive a Quito, la capitale dell'Ecuador, ha descritto la situazione come surreale. L'università per la quale lavora ha dovuto essere evacuata e da allora si stanno sforzando di continuare le lezioni a distanza. Tuttavia, l'atmosfera di incertezza è palpabile, simile a quella di una pandemia, ma senza mascherine. Questa volta, il virus è l'umanità stessa.
Il Narcogolpe in Ecuador
Il Narcogolpe in Ecuador è un fenomeno molto diverso dai classici golpe sudamericani e non, che siamo abituati a osservare. Roberto Saviano, un noto giornalista e scrittore italiano, spiega che se non ci occupiamo del narcotraffico, sarà il narcotraffico a occuparsi di noi, anche in Italia.
La richiesta di protezione
Di fronte alla crisi della sicurezza in Ecuador, la principale preoccupazione dei cittadini comuni è quella di essere protetti dallo Stato per poter vivere, studiare e lavorare. Padre Fernando Ponce León SJ, rettore della Pontificia Università Cattolica dell'Ecuador, osserva che la gente vuole protezione immediata, non domani o tra sei mesi, ma stasera, domani e tutto il giorno. Le conseguenze dell'espansione del narcotraffico nel Paese sono evidenti e la popolazione chiede protezione.




