Il nuovo organigramma della sanità veneta: un lombardo alla guida dell’Ulss 8 Berica, un infettivologo per la Pedemontana
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Redazione Interno
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Il risiko dei primari e dei manager sanitari, quello che periodicamente ridisegna la mappa del potere e delle competenze all'interno degli ospedali e delle aziende territoriali, si è concluso a Venezia con la firma dei decreti da parte del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. Una scadenza, quella del 28 febbraio, che era stata annunciata come un limite invalicabile e che è stata rispettata, portando a un avvicendamento che tocca, nel vicentino, due poltrone cruciali: la direzione dell’Ulss 8 Berica e quella dell’Ulss 7 Pedemontana. Si tratta di un cambiamento profondo, voluto per imprimere una svolta, o quantomeno per orientare diversamente la rotta di due navi fondamentali per la salute di centinaia di migliaia di cittadini.
A Vicenza, chiamato a sostituire Patrizia Simionato, la quale lascia dopo un periodo intenso per approdare alla guida dell'Istituto Oncologico Veneto, arriva Peter Assembergs. Il suo profilo, va detto, è tutt'altro che convenzionale per chi è abituato a vedere ai vertici della sanità pubblica esclusivamente medici o gestori puri cresciuti esclusivamente all'ombra dei campanili regionali. Assembergs, nato a Stoccolma nel lontano 1961, porta con sé un bagaglio di esperienze che profuma di Lombardia e di approccio imprenditoriale: è socio fondatore di una società di consulenza direzionale, si è occupato di start up innovative e di progetti immobiliari, ma vanta anche un solido trascorso da direttore generale all’ASST Bergamo Ovest. Un profilo, il suo, che sembra rispondere alla precisa volontà, espressa dallo stesso presidente Stefani, di unire esperienze diverse per intraprendere strade magari impervie ma innovative, con un occhio di riguardo all'umanizzazione delle cure e all'innovazione tecnologica.
Il ritorno di Bramezza e l’infettivologo alla guida della Pedemontana
Parallelamente, sulla sedia che fu di Carlo Bramezza a Bassano del Grappa, ovvero alla direzione dell’Ulss 7 Pedemontana, si siede ora Giovanni Carretta. Bramezza, dal canto suo, non va certo in pensione ma compie un movimento laterale che sa di ritorno a casa, o quasi: assume la guida dell’Ulss 4 Veneto Orientale, un’azienda che già conosce bene. Carretta, invece, rappresenta una scelta interna al sistema ma con una forte caratterizzazione tecnica. Nato nel 1970, padovano, fino a ieri era il direttore sanitario dell’Ulss 3 Serenissima di Venezia. La sua nomina, che porta un infettivologo al vertice di un’azienda complessa come quella della Pedemontana, è stata letta da molti come un segnale della volontà di mantenere alta l’attenzione sulle tematiche della prevenzione e del controllo epidemiologico, considerato anche il suo passato di membro della Commissione Regionale Vaccini. L’obiettivo, del resto, rimane quello di una sanità sempre più pubblica e territoriale, come ha tenuto a ribadire il governatore.
L’asse con la Liguria e la new entry all’Azienda Ospedale di Padova
Il rimpasto, però, non si limita ai confini regionali. C’è un filo diretto che dalla Liguria porta dritto nel cuore del Veneto, portando con sé due manager considerati di primissimo piano. Se Paolo Petralia, già direttore generale dell’Irccs Gaslini di Genova e dell’Asl 4 ligure, approda all’Azienda Universitaria Integrata di Verona, un’altra figura chiave come Giancarlo Bizzarri viene dirottata verso la Marca Trevigiana. Una sottrazione, quella subita dalla Regione guidata da Marco Bucci, che non è passata inosservata e che testimonia l’appeal della sanità veneta, capace di attrarre competenze da altre parti d’Italia. Nell’alto organigramma regionale, cambia la guardia anche all’Azienda Ospedale Università di Padova: Giuseppe Dal Ben, dopo aver gestito l'iter del nuovo ospedale, passa il testimone a Paolo Fortuna. Vicentino, classe 1963, Fortuna arriva dalla direzione dell’Ulss 6 Euganea e conosce a menadito i meccanismi della macchina regionale, compreso un trascorso nello staff dirigenziale del Friuli Venezia Giulia. Un passaggio di consegne, il suo, che avviene all'insegna della continuità, come dimostra la sua dichiarazione sull'onore e la responsabilità di raccogliere un'eredità tanto pesante.




