La linea del maestrale avanza sul Tirreno, ultimo giorno con la sabbia del Sahara al Sud: sbalzi termici da 15 a 40 gradi
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Redazione Interno
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Le straordinarie immagini provenienti dai satelliti meteorologici, in questa domenica 30 agosto 2026 che segna l'ultima domenica dell'estate meteorologica, rivelano con nitidezza la profonda trasformazione in atto nel bacino del Mediterraneo. Lo spettro visibile traccia una linea di demarcazione netta e suggestiva tra l'opaca coltre di sabbia sahariana, che arretra progressivamente verso est, e l'intenso azzurro delle acque marine che emerge alle sue spalle.
Questo fenomeno, caratterizzato da cieli lattiginosi e da una luce che vira verso il seppia, è il risultato della quinta ondata di calore della stagione, che ha richiamato aria calda direttamente dal Nord Africa, portando con sé il pulviscolo desertico che ha reso l'aria irrespirabile e il paesaggio ovattato in molte regioni del centro-sud.
Lo sbalzo termico tra Modena e Catania: un divario di 25 gradi
Le conseguenze di questa configurazione atmosferica si manifestano in modo eclatante nei dati termici, che registrano un divario impressionante tra le diverse aree del Paese. Mentre a Modena, nel cuore della pianura padana, i termometri segnano valori intorno ai +15°C, condizionati dalla presenza della nebbia e dalla massa d'aria più fresca che sta avanzando, la Sicilia orientale arranca sotto il sole cocente con picchi di +40°C a Catania.
Un divario di 25 gradi che attraversa la penisola come un coltello caldo nel burro, rendendo l'idea della complessità delle dinamiche atmosferiche in gioco, con il maestrale che sta spingendo la sabbia verso sud-est e le temperature che inizieranno a calare a partire da domani, sebbene la tregua sarà solo graduale.
La sabbia del Sahara oltre i 2.000 metri: i dati del Cnr sul Monte Cimone
Una conferma eclatante della portata di questo evento climatico giunge dalle vette dell'Appennino, dove la polvere del deserto è stata rilevata a quote sorprendentemente elevate. L’Osservatorio climatico “Ottavio Vittori”, gestito dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac) e situato sul Monte Cimone a 2.165 metri di altitudine, ha documentato la significativa presenza di particelle grossolane.
Le webcam della stazione di ricerca hanno catturato, in due giornate consecutive, il 26 e 27 agosto, un panorama montano in cui lo sfondo delle cime dell'Appennino modenese appare avvolto in una fitta nebbiolina dalle tonalità giallastre, al posto del consueto cielo azzurro e terso. Un fenomeno che ha determinato un rapido aumento dei livelli di Pm10, le polveri sottili, registrato dagli strumenti dell’osservatorio, a testimonianza di come l’evento sahariano abbia interessato l’intera colonna d’aria, dal livello del mare fino alle quote più alte.
Ultimo giorno con le polveri: le stime di Copernicus e l’attesa per la settimana
Secondo le proiezioni elaborate dal centro europeo Copernicus, quest'oggi rappresenta l'ultima giornata caratterizzata dalla massima concentrazione di polveri sahariane al Sud e lungo il versante tirrenico, prima che una graduale riduzione del pulviscolo prenda il via a partire da lunedì.
La spinta del maestrale, infatti, sta contribuendo a spazzare via la cappa di sabbia, restituendo gradualmente trasparenza ai cieli e migliorando la qualità dell'aria, sebbene le temperature rimarranno superiori alle medie stagionali ancora per diversi giorni, prolungando il caldo anomalo almeno fino a metà della prossima settimana.
Lo scenario complessivo disegna quindi un quadro meteorologico in piena evoluzione, dove il contrasto tra l’aria calda residua e l’irruzione di correnti più fresche e stabili sta ridisegnando la geografia del clima sul Mediterraneo, in un susseguirsi di eventi estremi che ormai caratterizzano le estati italiane.
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