Sabbia del Sahara sul Monte Cimone, Pm10 in rapido aumento
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La sabbia del Sahara sul Monte Cimone è stata osservata fin dalla primissima mattina del 27 agosto a 2.165 metri di quota, dove si trova l’Osservatorio climatico “Ottavio Vittori” del Cnr-Isac. La stazione di ricerca dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche, sull’Appennino modenese, ha registrato e documentato una significativa presenza di polvere desertica sahariana. L’istituto ha definito quanto osservato “un significativo episodio di trasporto di particolato atmosferico”, con la sabbia arrivata dunque fino alla vetta del Cimone e anche a quote molto elevate.
Monte Cimone, la polvere sahariana osservata a 2.165 metri
Le immagini riprese dalle telecamere dell’Osservatorio climatico mostrano con chiarezza gli effetti del passaggio della polvere desertica. Nel panorama montano, con le alture dell’Appennino modenese visibili all’orizzonte, il consueto cielo azzurro e terso lascia spazio a una densa nebbiolina dalle tonalità giallastre. È proprio questo scenario ad accompagnare le rilevazioni effettuate dalla stazione del Cnr-Isac, che ha registrato un rapido aumento delle Pm10 durante l’episodio. La presenza della sabbia del Sahara non ha quindi riguardato soltanto le zone di pianura, ma è stata rilevata direttamente anche oltre i duemila metri di altitudine.
Il fenomeno si inserisce nel trasporto di sabbia che ha interessato il bacino del Mediterraneo nei giorni precedenti. Le immagini satellitari di domenica 30 agosto 2026, ultima domenica dell’estate meteorologica, mostrano una netta linea di demarcazione sul Tirreno, mentre la coltre di sabbia del Sahara arretra progressivamente verso est. Nello spettro visibile emerge il contrasto tra la parte ancora interessata dalla densa presenza di polveri e le zone marine tornate più nitide. Nella stessa giornata viene indicato anche l’avanzamento della linea del maestrale sul Tirreno e l’ultimo giorno con la sabbia sahariana ancora presente al Sud.
La sabbia subsahariana fa salire il Pm10 in Emilia-Romagna
Il carico di sabbia subsahariana si è riflesso anche sulle concentrazioni delle micropolveri, con valori di Pm10 superiori al limite in diverse città dell’Emilia-Romagna. A Rimini venerdì è stato registrato uno sforamento considerato anomalo per i mesi estivi ma compatibile con la particolare situazione atmosferica dei giorni scorsi: il Pm10 è salito a 58 microgrammi per metro cubo, per poi scendere a 34 nella giornata di sabato. L’aumento delle concentrazioni non ha riguardato soltanto Rimini, ma ha coinvolto gran parte dei capoluoghi regionali durante la stessa giornata.
Venerdì sette capoluoghi emiliano-romagnoli su nove hanno infatti superato il limite di 50 microgrammi per metro cubo. Il valore più alto riportato è quello di Reggio Emilia, dove è stato raggiunto un picco di 92 microgrammi per metro cubo. Le rilevazioni delle città e quelle effettuate in quota sul Monte Cimone descrivono così lo stesso episodio di trasporto di particolato atmosferico, osservato sia attraverso l’aumento del Pm10 sia attraverso la presenza visibile della polvere desertica. Sull’Appennino modenese, le telecamere dell’Osservatorio hanno documentato il cielo velato e giallastro mentre gli strumenti della stazione registravano gli effetti della sabbia sahariana arrivata fino a 2.165 metri.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
