Cisgiordania, dieci arresti dopo gli attacchi durante la raccolta delle olive
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Redazione Esteri
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Dieci persone sono state arrestate dalla polizia israeliana in relazione alle aggressioni contro palestinesi, giornalisti e diplomatici europei in Cisgiordania, dove la raccolta delle olive è accompagnata da un aumento delle violenze attribuite a gruppi di coloni israeliani. L'operazione delle forze di sicurezza è scattata all'alba del 19 ottobre e ha coinvolto anche l'esercito e lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interna. Gli investigatori contestano ai sospettati il coinvolgimento in episodi violenti, la violazione di un ordine militare che delimitava una zona chiusa e la costruzione abusiva. Le autorità hanno dichiarato di aver individuato elementi che collegherebbero alcuni degli arrestati agli attacchi avvenuti nei giorni precedenti.
Le aggressioni nei villaggi palestinesi durante il raccolto
A Turmus Ayya, durante le incursioni nei terreni agricoli, alcuni soldati israeliani hanno danneggiato un'abitazione e incendiato un veicolo. A Deir Abu Mashal, invece, un agricoltore palestinese è stato fermato dopo una contestazione relativa all'accesso ai campi appartenenti alla sua famiglia. Gli episodi si inseriscono in una fase particolarmente delicata per i coltivatori, che durante la stagione delle olive devono raggiungere gli appezzamenti per raccogliere i frutti e preservare una fonte di sostentamento. I residenti denunciano un clima intimidatorio e una protezione insufficiente da parte delle forze di sicurezza. Le aggressioni ai terreni e alle persone rischiano di ostacolare le attività agricole e di limitare l'accesso alle proprietà palestinesi.
L'attacco alla delegazione europea a Taybeh
Un altro episodio che ha provocato reazioni internazionali si è verificato nei pressi di Taybeh, villaggio cristiano palestinese situato nell'area di Ramallah. Una delegazione di diplomatici europei, accompagnata da rappresentanti cattolici e impegnata in una visita legata alla raccolta delle olive, è stata aggredita da coloni mascherati. Tra le persone coinvolte figurava Bernard Baudoux, sindaco della città francese di Aulnoye-Aymeries, che ha raccontato di essere stato scaraventato a terra. Nel corso dell'assalto sono stati colpiti anche veicoli diplomatici, compresa un'auto del consolato belga, alla quale è stato danneggiato un finestrino. I governi europei hanno condannato le violenze e chiesto che i responsabili siano identificati e perseguiti.
La protesta degli ex diplomatici israeliani
Le aggressioni hanno alimentato anche le critiche all'interno di Israele. A Gerusalemme, ex ambasciatori e diplomatici israeliani in pensione si sono riuniti davanti al ministero degli Esteri per chiedere un intervento contro le violenze dei coloni nei territori occupati. La manifestazione è arrivata dopo l'attacco alla delegazione europea e alle aggressioni contro operatori dell'informazione impegnati a documentare gli eventi. Tra le persone ferite figura Heidi Levine, fotoreporter statunitense del Washington Post, aggredita mentre seguiva la raccolta delle olive e sottoposta a un intervento chirurgico per le lesioni riportate. La sua vicenda ha contribuito ad ampliare le richieste di un'azione più incisiva da parte delle autorità israeliane.
Secondo i dati citati dall'organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din, dal 27 settembre sono stati documentati almeno 170 episodi di violenza riconducibili a coloni o militari contro palestinesi. Il conteggio riguarda le settimane iniziali della stagione della raccolta e comprende aggressioni che hanno coinvolto persone, proprietà e attività agricole.
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