A Dio non si addice la violenza: le chiese di Gerusalemme condannano gli attacchi in Cisgiordania

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nelle ultime settimane, la Cisgiordania è stata teatro di episodi di violenza che hanno colpito in particolare la comunità cristiana, suscitando una ferma reazione da parte delle autorità ecclesiastiche locali. I patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme, riuniti in un raro gesto di unità, hanno espresso solidarietà agli abitanti di Taybeh, ultimo villaggio interamente cristiano in Palestina, dove chiese e cimiteri sono stati presi di mira da attacchi attribuiti a coloni israeliani.

«Denunciamo l’occupazione illegittima delle terre e l’intimidazione criminale che i coloni infliggono alla nostra gente», hanno dichiarato i leader religiosi, sottolineando come la mancanza di intervento da parte delle autorità competenti abbia aggravato la situazione. «Chi ha il dovere di garantire l’applicazione della legge è assente», ha affermato il cardinale Pizzaballa, intervenuto personalmente a Taybeh per portare sostegno alla popolazione.

Fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, ha aggiunto la sua voce all’appello, ribadendo che «a Dio non si addice la violenza» e chiedendo un intervento immediato della comunità internazionale. «Non siamo stranieri, non siamo un’ombra che passa e scompare», hanno insistito i rappresentanti delle Chiese, rivendicando il diritto dei cristiani di vivere in sicurezza nella terra che abitano da secoli.

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