Fiorentina-Aek, un naufragio in casa: tre gol annullati e la sconfitta che pesa
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Redazione Sport
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L'esordio europeo di Paolo Vanoli sulla panchina viola si è consumato all'insegna di una sconfitta che, oltre a privare la squadra di punti preziosi, ne ha messo in luce le profonde lacune. Contro una formazione ellenica ben organizzata ma non certo temibile, la Fiorentina ha infatti collezionato la seconda disfatta consecutiva nel girone di Conference League, un esito amaro che spegne ogni entusiasmo e costringe a una riflessione impietosa. L'AEK Atene, guidato in campo dalle indicazioni di Nikolic, ha saputo approfittare dei molti errori viola, mostrando una concretezza che è mancata in modo plateale ai padroni di casa, i quali, nonostante una traversa colpita da Dzeko e tre reti annullate per fuorigioco, non sono mai riusciti a imprimere una svolta alla contesa. La partita, del resto, è scivolata via sin dai primi minuti, quando la difesa fiorentina ha concesso il gol del momentaneo vantaggio a Gavinovic, un'azione che ha evidenziato, ancora una volta, la fragilità di un reparto spesso troppo permissivo.
La crisi di gioco e di mentalità
Quello che ha lasciato l'impressione più desolante, al di là del risultato, è stato il modo in cui la squadra ha gestito l'intero match, confermando quelle carenze – di coraggio, di lucidità e di tenuta fisica – che ormai sembrano costituire un tratto distintivo di questo inizio di stagione. Vanoli, nel commentare la prestazione, ha sottolineato come "la preoccupazione rimane", aggiungendo che è necessario "lavorare sulla mentalità", un'affermazione che suona come un'amara constatazione di un problema radicato. La Conference League, che doveva rappresentare un approdo relativamente tranquillo e una zona di comfort, si sta rivelando invece un terreno insidioso, dove persino formazioni tecnicamente modeste come l'AEK riescono a mettere in seria difficoltà i viola, i quali sembrano aver smarrito quella grinta e quella determinazione necessarie per imporsi.
La città invasa dai tifosi greci
Parallelamente alle vicende sportive, la giornata è stata caratterizzata da un'imponente affluenza di tifosi avversari, che hanno animato il centro di Firenze già dal pomeriggio di giovedì. Migliaia di sostenitori gialloneri, molti dei quali privi di regolare biglietto per la partita, hanno affollato le vie dello shopping e i locali della zona, concentrandosi in particolare in piazza Duomo. Il loro raduno, punteggiato da cori da stadio e dall'esposizione di bandiere, ha creato un'atmosfera da trasferta intensa, trasformando per alcune ore il cuore della città in un palcoscenico inaspettato, un fenomeno che, se da un lato ha dimostrato la passione dei supporter greci, dall'altro ha imposto un notevole dispiegamento di forze dell'ordine per garantire la sicurezza.
Il confronto con il fallimento contro il Lecce
C'è chi, analizzando la prestazione, è arrivato a definire questa sconfitta persino più grave e deludente di quella patita contro il Lecce, un paragone che la dice lunga sulla percezione della crisi. Se in quella circostanza si poteva forse invocare la sfortuna o un momento transitorio, la recita offerta contro i greci ha avuto il sapore di un passo falso ulteriore, di un'immersione in acque ancora più torbide. La società, per sua parte, sembra rifuggire le dichiarazioni pubbliche, quasi a riconoscere che, in un contesto così delicato, ogni parola rischierebbe solo di aggravare una situazione già di per sé complessa, mentre l'attenzione inizia a spostarsi inevitabilmente sulla figura di Palladino, il cui ruolo e la cui influenza saranno cruciali per tentare di invertire una rotta che, al momento, appare drammaticamente errata.




