Fiorentina, la crisi si approfondisce con la sconfitta contro l'Aek Atene
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Redazione Sport
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La Fiorentina, che sembra aver smarrito ogni punto di riferimento, affonda anche nel torneo europeo che avrebbe dovuto rappresentare un approdo sicuro. Dopo la seconda sconfitta consecutiva in Conference League, persino questa competizione, un tempo considerata un porto franco, si trasforma in un labirinto dal quale i viola faticano a trovare una via d'uscita. Contro una formazione dell'Aek Atene, ben organizzata dal proprio allenatore ma composta da giocatori di non superiore levatura, la squadra di Vanoli ha palesato, in maniera quasi didascalica, le proprie carenze più profonde: una carenza di coraggio e lucidità, un'affannosa ricerca della giusta condizione atletica e, non ultima, una disattenzione difensiva che ormai si ripete con inquietante regolarità.
L'ambiente esterno e la piazza invasa dai tifosi greci
A fare da cornice a una serata già di per sé complessa, l'arrivo in forze dei tifosi avversari, che nel pomeriggio di giovedì hanno animato il centro storico di Firenze. Migliaia di sostenitori gialloneri, molti dei quali sprovvisti di regolare biglietto, si sono radunati nelle piazze principali, intonando cori e esponendo bandiere, in un clima di festa che ha però contribuito a caricare un'atmosfera già tesa. La loro presenza, particolarmente vivace nelle zone adiacenti al Duomo, ha creato un contrappunto chiassoso alla preoccupazione dei tifosi locali, i quali assistono a un lento e inesorabile declino.
Una prestazione giudicata addirittura peggiore del precedente negativo
Se la sconfitta in campionato contro il Lecce aveva già lanciato un allarme, quanto accaduto contro i greci ha suonato come una campana a morto. C'è chi, per descrivere la situazione, parla di un'ulteriore discesa, come se, toccato un primo fondo, la squadra avesse cominciato a scavare per trovarne uno ancora più profondo. La partita, conclusasi con un roboante 1-0 per gli ospiti siglato nel primo tempo, è stata infatti una dimostrazione di impotenza: al di là di qualche episodio favorevole, come i gol annullati per decisioni millimetriche, i viola hanno commesso un numero eccessivo di falli e sono stati ripetutamente graziati dagli avversari, colpevoli a loro volta di non aver chiuso prima un incontro che avevano saldamente in pugno.
Le dichiarazioni di un allenatore consapevole della crisi
Sulla linea di questa amara constatazione si sono attestate le parole dell'allenatore Vanoli, il quale, pur esprimendo una preoccupazione che definisce persistente, ha indicato nella mentalità l'aspetto sul quale è necessario un lavoro immediato e profondo. Il suo commento, asciutto e privo di alibi, riflette la consapevolezza di una crisi che non è più solo di risultati ma di identità, una situazione che vede la società apparentemente in stand-by e dove ogni parola rischia di diventare controproducente, in un contesto che già vede aleggiare il nome di un possibile successore.




