Ecobonus due ruote 2026, l’Ancma fa chiarezza: riserva per le moto e niente più prenotazioni “a vuoto”

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori, meglio nota come Confindustria ANCMA, ha sentito il bisogno di intervenire con una nota ufficiale per mettere un punto fermo sulle voci, a volte discordanti, che circolano riguardo gli incentivi statali destinati all’acquisto di veicoli di categoria L. Il riferimento, nello specifico, è all’Ecobonus 2026, l’ultima tranche di un fondo da 30 milioni di euro istituito dalla Legge di Bilancio 2021, ma anche alle prospettive – o alla mancanza di esse – per il quadriennio successivo. L’obiettivo, spiegano dall’associazione, è quello di dissipare ogni possibile equivoco sulle agevolazioni attualmente in vigore e su quelle che, salvo colpi di scena parlamentari, caratterizzeranno il prossimo futuro della mobilità a due ruote (e non solo) a basse emissioni.

Per quanto concerne l’anno in corso, il 2026, l’impianto dell’incentivo rimane sostanzialmente fedele a quello degli anni passati, e l’Ancma lo conferma senza mezzi termini. Il contributo statale, che può arrivare a coprire fino al 40% del prezzo di acquisto per chi rottama un vecchio mezzo (con un tetto massimo di 4.000 euro), o fermarsi al 30% per chi non procede alla sostituzione (con un limite di 3.000 euro), è tecnicamente operativo. A cambiare, però, e in maniera piuttosto significativa, sono le regole di accesso al beneficio, inserite come emendamenti alla Legge di Bilancio 2026 e che, una volta approvate in via definitiva, ridisegneranno l’intera procedura di erogazione.

Le novità in arrivo: stretta sui concessionari e riserva per le due ruote

Le modifiche all’orizzonte, e l’Ancma lo sottolinea con precisione, nascono dalla necessità di correggere alcune distorsioni che si sono verificate negli anni scorsi, quando molti dealer hanno approfittato di una maglia normativa fin troppo larga. La principale novità riguarda il meccanismo di prenotazione del bonus: non sarà più possibile per i concessionari accaparrarsi i fondi sulla piattaforma telematica senza avere già in mano un contratto di vendita o almeno un pre-ordine effettivo da parte di un cliente. Questa pratica, che di fatto creava una sorta di “magazzino virtuale” di incentivi, verrà stroncata dall’obbligo di caricare il documento di vendita prima di poter bloccare le risorse. Inoltre, e si tratta di un altro cambiamento sostanziale, l’Ecobonus sarà accessibile esclusivamente ai privati cittadini, con l’esclusione quindi delle persone giuridiche, delle aziende e delle flotte, che fino a ieri potevano invece richiederlo.

C’è poi un altro aspetto, forse il più atteso da chi produce e vende moto e scooter, su cui l’associazione di categoria ha voluto fare chiarezza: la distribuzione delle risorse tra le diverse tipologie di veicoli. Negli ultimi anni, com’è noto agli addetti ai lavori, la fetta più grossa del fondo, se non la quasi totalità, è stata assorbita dai quadricicli elettrici, lasciando con l’amaro in bocca chi cercava un contributo per una moto. Per evitare che la storia si ripeta, è stata introdotta una riserva vincolata: almeno un terzo dell’intero stanziamento di 30 milioni dovrà essere destinato obbligatoriamente alle due ruote elettriche in senso stretto, garantendo così una distribuzione più equilibrata e, nelle intenzioni del legislatore, una maggiore equità di trattamento tra le varie categorie di veicoli.

Il futuro post-2026: il fondo non sarà rifinanziato

Se per il 2026 l’Ancma traccia un quadro fatto di conferme e di correttivi, per il periodo successivo il messaggio è netto e, per certi versi, preoccupante per il settore. La nota ufficiale diffusa dall’associazione conferma che al momento non è previsto alcun rifinanziamento del fondo per il quadriennio 2027-2030. Il 2026 rappresenterebbe quindi, salvo interventi dell’ultima ora o nuove disposizioni che potrebbero arrivare solo da un futuro e diverso provvedimento legislativo, l’ultima occasione utile per acquistare un motociclo, uno scooter o un quadriciclo elettrico beneficiando del supporto economico dello Stato. Si tratta di un’ipotesi, quella dell’addio agli incentivi, che aleggiava da tempo e che l’intervento di Confindustria ANCMA ha di fatto cristallizzato, fotografando una situazione in cui la politica sembra aver deciso di non proseguire sulla strada intrapresa cinque anni fa con la legge di Bilancio 2021. L’associazione, nel suo ruolo di portavoce della filiera, si è limitata a riportare i fatti così come risultano dalla lettura dei testi normativi, senza aggiungere commenti o valutazioni sulle possibili conseguenze per il mercato.

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