La piccola Summer non ce l’ha fatta, sale a quattro il bilancio della strage sull’A1
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Redazione Interno
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Era stata estratta ancora viva dai rottami dell’auto schiacciata dal tir, intubata sul posto e trasportata d’urgenza in elicottero al Meyer di Firenze, uno degli ospedali pediatrici più all’avanguardia d’Italia. Ma neppure le cure intensive, né l’affetto che l’ha circondata in quelle ore disperate, sono riusciti a strappare Summer Visconti al destino che martedì pomeriggio ha spezzato la sua famiglia. La bambina, che avrebbe compiuto quattro anni tra meno di un mese, è morta ieri dopo una giornata di agonia. Con lei se ne vanno Mauro Visconti, 69 anni, la moglie Zoila, 65, e la figlia Stephany, 38: tutti uccisi nello schianto avvenuto nella Galleria di Base dell’A1, tra Firenzuola e Badia, nel tratto della Direttissima che attraversa Barberino di Mugello.
L’incidente, che ha scosso l’opinione pubblica per la sua violenza, risale alle 16.30 di martedì 15 luglio, quando la Fiat Panda su cui viaggiava la famiglia – originaria di Gravellona Toce, in Piemonte – ha subito un guasto meccanico, costringendola a fermarsi nella corsia di sinistra. Quel che è accaduto dopo è ancora al centro delle indagini: il tir che sopraggiungeva, forse a velocità sostenuta, non sarebbe riuscito a frenare in tempo, piombando sul veicolo e trascinandolo per decine di metri. Sul colpo sono morti i nonni e la madre di Summer, mentre la bambina, nonostante le gravissime ferite, era stata soccorsa con un flebile battito cardiaco.
Al Meyer, dove era stata ricoverata in rianimazione, i medici hanno constatato i danni cerebrali irreversibili mercoledì mattina, confermando il decesso sei ore dopo. Intanto, gli investigatori stanno ricostruendo le dinamiche dello scontro, concentrandosi sia sul possibile ritardo nella frenata del camion, sia sulle condizioni dell’auto della famiglia Visconti. L’autista del tir, un 54enne ucraino, è stato sottoposto a esami tossicologici – risultati negativi – e ora dovrà rispondere di omicidio stradale




