Le 6 mules basse che guidano la moda primavera-estate 2026
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un ritmo, nella costruzione di un guardaroba stagionale, che spesso si misura partendo dal basso. Non solo perché la scarpa – come qualcuno ha scritto, quasi azzardando una teoria grammaticale – rappresenta il “verbo” dell’abbigliamento, l’elemento attivo che trasporta i sostantivi (cioè gli abiti) da un contesto all’altro; ma anche perché, in questa primavera-estate 2026, sono proprio le calzature a dettare il cambio di passo. Se fino a ieri si parlava di stivaletti pesanti e chiusure protettive, oggi lo sguardo dei designer – e quello, ancora più rapido, dello street style – si è spostato su sei modelli precisi di mules basse, le quali, va detto, non hanno nulla a che vedere con la classica ciabatta da camera. Parliamo di oggetti dall’anima ibrida, capaci di coniare un nuovo equilibrio tra agio e presenza scenica.
Pelle, crochet e seta: la materia come firma silenziosa
La prima distinzione, quella che salta all’occhio sfogliando i lookbook della stagione, riguarda la materia. Accanto alla pelle liscia – declinata in punte affusolate che slanciano la figura senza bisogno di tacco – fa capolino il crochet, lavoro artigianale che restituisce trasparenze e una certa idea di leggerezza quasi domestica, se non fosse per la precisione sartoriale con cui viene applicato. La seta, poi, trasforma la mule in un oggetto da sera, anche quando il modello resta basso e rasoterra. Non c’è gerarchia tra questi materiali, né una presunta superiorità del “prezioso” sul “casual”: piuttosto, si assiste a una moltiplicazione di orizzonti, dove ogni donna (o uomo) può pescare l’ispirazione che meglio si adatta al proprio ritmo giornaliero. E senza soluzione di continuità tra un pranzo in città e un aperitivo al tramonto.
Da abbinare a tutto, purché sia ampio
Queste mules basse, va detto, hanno un’alleata naturale nel movimento fluido dei tessuti. Il pantalone a palazzo, la gonna midi che sfiora il polpaccio o un maxi dress: sono questi i tre pilastri su cui poggia la maggior parte degli abbinamenti proposti in passerella. L’effetto, volutamente contrastante, gioca sulla differenza tra l’andamento largo e sospeso della parte superiore del e la pulizia lineare del piede, quasi nudo, trattenuto solo da una struttura traforata o da un sottile ricamo. I dettagli, in questo gioco, non sono mai superflui: un logo applicato sulla tomaia, un ricamo laterale o una piccola lavorazione preziosa riescono a dare un twist immediato anche al look più basico. E la transizione dal giorno alla sera diventa naturale, quasi inevitabile.
Open toe, l’altra faccia della tendenza “aperta”
C’è però un secondo filone, parallelo ma non sovrapponibile, che merita attenzione. Se le mules basse rappresentano la soluzione più pratica e immediata, le scarpe open toe – letteralmente “punta aperta” – spingono il concetto di libertà un passo oltre. Qui le dita restano scoperte quasi totalmente, più che nelle classiche mules, in un’esibizione che non è mai volgare ma piuttosto franca, quasi architettonica. Dopo mesi di scarpe chiuse, pesanti, che hanno compresso il piede in inverni lunghi e imprevedibili, la primavera 2026 chiede respiro. E lo chiede attraverso strutture traforate, lacci sottili e una certa idea di eleganza che non ha paura dello sguardo altrui. Non è un caso, del resto, che lo stesso principio ispiri anche il revival dei sandali anni Novanta.
Il ritorno di Carolyn Bessette-Kennedy e il minimal degli anni Novanta
C’è un’immagine, fissata negli archivi della moda, che torna utile per capire questa deriva stilistica: quella di Carolyn Bessette-Kennedy, It Girl per eccellenza, il cui guardaroba – fatto di jeans a sigaretta, camicie di seta e strappy sandals con tacco e lacci – rivive oggi nella serie “Love Story” (2026). Non si tratta, attenzione, di nostalgia fine a se stessa. I codici degli anni Novanta, in realtà, non sono mai passati di moda; piuttosto, aspettavano il momento giusto per riemergere senza filtri. Il sandalo con lacci che lei portava, quello stesso modello che combinava rigore e sensualità senza mai scivolare nel pacchiano, è diventato la tendenza chic e d’effetto di tutta l’estate 2026. Con una differenza non secondaria: oggi lo si indossa anche senza tacco, o con un tacco così basso da risultare quasi piatto. Perché il vero lusso, in questa stagione, non è l’altezza. È la libertà di muoversi.




