Elettricità, Verona tra le regine dei consumi: 6.392 GWh e la manifattura in testa
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Redazione Economia
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Verona si conferma uno dei poli energetici più vivaci d’Italia, e i numeri relativi al 2024 parlano chiaro: la provincia scaligera è seconda in Veneto per produzione di energia elettrica, con 2.362 gigawatt/ora, ma è soprattutto al vertice della regione per i consumi, che toccano quota 6.392 GWh. Un dato, quest'ultimo, che la proietta tra le prime dieci città italiane per domanda di energia, spinta in larga parte dal tessuto produttivo locale, dove il settore manifatturiero assorbe da solo 3.066 GWh, seguito dai servizi con 1.985 GWh e dall'agricoltura, che si ferma a 246 GWh.
La fotografia della Camera di Commercio di Vicenza
A scattare la fotografia della situazione è la Camera di Commercio di Vicenza, che ha elaborato i dati provenienti da fonti autorevoli come Istat, Terna ed Enea, offrendo un quadro dettagliato di un sistema in piena trasformazione. L'analisi evidenzia un aspetto tutt'altro che secondario: le rinnovabili, nella provincia veronese, hanno ormai superato la produzione termoelettrica, un segnale importante per la transizione ecologica, ma che si scontra con le difficoltà legate agli elevati costi di approvvigionamento e con le sfide di un mercato energetico ancora volatile.
La produzione locale di energia, pari a 2.362 GWh, non è quindi sufficiente a coprire il fabbisogno, e il gap tra ciò che si produce e ciò che si consuma si fa sentire, specialmente in un territorio ad alta vocazione industriale come quello veneto.
Il record nazionale di luglio: 32,5 TWh e il picco del 15
Se Verona tiene banco a livello regionale, a salire alla ribalta nazionale è il dato record dei consumi elettrici del luglio 2026, che ha stabilito un nuovo primato assoluto toccando i 32,5 terawatt/ora, l'8,3% in più rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Un picco che non si registrava dal luglio del 2015, quando ci si era fermati sotto i 32 TWh, e che è stato determinato dalle ondate di calore eccezionali che hanno investito il Paese.
Il giorno più caldo, sotto il profilo della richiesta di energia, è stato il 15 luglio, quando alle 14 la domanda istantanea ha raggiunto i 58,1 GW, superando ampiamente i 55,54 GW del 2025 e mettendo a dura prova l'intero sistema elettrico nazionale.
Il ruolo decisivo del fotovoltaico e la copertura delle rinnovabili
Per far fronte a questa impennata dei consumi, l'Italia ha importato il 15,6% del proprio fabbisogno energetico, ma il dato più confortante, forse, riguarda il contributo delle fonti rinnovabili, che hanno coperto il 41,5% del totale.
È proprio nelle ore più critiche, quando il sole picchiava più forte e i condizionatori andavano a pieno regime, che il fotovoltaico si è rivelato una delle principali "linee di difesa" della rete, come sottolinea l'analisi condotta da Ember, intitolata "Solar helps Europe’s grid withstand extreme heat", che ha passato in rassegna gli effetti del caldo estremo sui sistemi elettrici di Italia, Francia, Spagna e Ungheria.
Un meccanismo virtuoso, insomma, che ha permesso di evitare il peggio e di reggere l'urto di una domanda senza precedenti, confermando, se mai ce ne fosse stato bisogno, il ruolo sempre più centrale dell'energia solare nel mix energetico nazionale.
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