Obesità, al Policlinico di Milano un percorso multidisciplinare. La Lombardia finanzia i farmaci per i casi fragili
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Redazione Salute
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In Italia quasi un adulto su due convive con un eccesso di peso e più di uno su dieci presenta una condizione di obesità. Sono numeri che raccontano un fenomeno ben più complesso di quanto la bilancia possa suggerire, perché l'obesità è una malattia cronica, multifattoriale e recidivante, associata a un rischio maggiore di diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, epatopatie e tumori.
Per superare l'idea che basti "mangiare meno e muoversi di più", al Policlinico di Milano è stato attivato un nuovo Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale dedicato alle persone con obesità di II e III grado e a quelle con obesità di I grado associate ad altre patologie.
Un percorso che parte da una valutazione integrata
Il PDTA, coordinato da Anna Ludovica Fracanzani, direttrice della Medicina ad Indirizzo Metabolico del Policlinico di Milano e docente dell'Università degli Studi di Milano, prende avvio con una prima valutazione che prevede contestualmente visita internistica ed endocrinologica, valutazione dietistico-nutrizionale e psicologica. A queste si affianca la valutazione funzionale fisioterapica, finalizzata ad analizzare la mobilità e la capacità funzionale della persona e, quando necessario, a definire un programma di esercizio fisico personalizzato.
Il team coinvolge internisti, endocrinologi, dietisti, psicologi, gastroenterologi, chirurghi bariatrici, pneumologi e fisioterapisti.
L'inquadramento non si limita al peso e all'indice di massa corporea, ma integra la storia clinica, le abitudini alimentari, l'attività fisica e i fattori psicosociali con la valutazione della composizione corporea, dello stato nutrizionale, del rischio cardiovascolare e delle principali patologie associate. Il percorso considera anche le differenze di sesso e genere, che possono influenzare la distribuzione del tessuto adiposo, il rischio di comorbidità e la risposta ai trattamenti.
Terapie personalizzate e presa in carico nel tempo
Completati gli approfondimenti, il team definisce la strategia terapeutica più appropriata, perché non esiste un unico trattamento valido per tutti. Le modifiche dello stile di vita, attraverso alimentazione personalizzata e attività fisica, rappresentano la base di qualsiasi terapia proposta e possono essere integrate con supporto psicologico. La disponibilità di nuovi farmaci ha ampliato le possibilità terapeutiche, con benefici che vanno oltre la perdita di peso e interessano anche la salute metabolica e cardiovascolare.
Una valutazione multidisciplinare indica poi, nei pazienti che ne necessitano, procedure endoscopiche o chirurgia bariatrica. La presa in carico prosegue nel tempo con controlli strutturati a seconda della complessità dei casi clinici.
"L'obesità è una malattia cronica e complessa che non può essere affrontata con un'unica soluzione", spiega Fracanzani. "Il valore del nostro percorso è quello di mettere insieme competenze diverse, costruendo per ogni persona un programma terapeutico personalizzato. L'obiettivo non è soltanto ridurre il peso corporeo, ma anche trattare le comorbidità e accompagnare il paziente verso uno stile di vita sano e sostenibile".
La legge regionale della Lombardia
Il tema della presa in carico strutturata è al centro anche della legge regionale approvata all'unanimità dal Consiglio regionale della Lombardia, che riconosce la rilevanza sociale dell'obesità e dà attuazione a livello locale ai principi della normativa nazionale. Il provvedimento, presentato da Forza Italia con primo firmatario Jonathan Lobati e relatore Giulio Gallera, prevede un finanziamento di 3,3 milioni di euro nel triennio 2026-2028, suddiviso in 900mila euro per campagne di prevenzione e informazione e 2,4 milioni per il rafforzamento dei servizi.
La norma istituisce un Tavolo regionale permanente con funzioni di coordinamento, monitoraggio epidemiologico della patologia e aggiornamento delle politiche sanitarie. Prevede inoltre una Rete regionale per la presa in carico integrata tra ospedale e territorio, organizzata secondo il modello Hub e Spoke, con il coinvolgimento di medici di medicina generale, pediatri, specialisti e servizi territoriali.
Particolare attenzione è riservata alla prevenzione, con screening per l'individuazione dei soggetti a rischio, campagne di informazione e programmi educativi che coinvolgono anche i farmacisti.
Il provvedimento garantisce per la prima volta in Italia l'accesso gratuito, o a un prezzo calmierato, alle terapie farmacologiche per alcune categorie di pazienti a elevata fragilità sociale ed economica affetti da obesità. "Con questa legge la Lombardia è la prima Regione a dare attuazione alla legge nazionale che ha riconosciuto, prima al mondo, l'obesità come una malattia cronica", ha dichiarato Gallera, sottolineando che il sistema sanitario regionale garantirà gratuitamente il farmaco ai pazienti con obesità severa che si trovano in difficoltà economica.
In Lombardia, secondo i dati Istat, oltre 2,6 milioni di persone sono in sovrappeso e più di 880mila convivono con l'obesità. Complessivamente, il 43% della popolazione adulta presenta un eccesso ponderale, mentre tra i bambini fra 8 e 10 anni la quota supera il 25%.
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