L'ombra del conflitto Israele-Iran si estende all'Iraq

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un'esplosione notturna ha illuminato il cielo sopra la base militare di Kalso, controllata dalle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf), un gruppo di milizie fedeli all'Iran. L'incidente è avvenuto a una cinquantina di chilometri da Baghdad, nel Governatorato di Babil, Iraq.

Ritorsione o coincidenza?

L'evento ha immediatamente richiamato alla mente l'attacco avvenuto 24 ore prima, quando una base aerea in territorio iraniano, vicino all'impianto nucleare di Natanz, nella regione di Isfahan, è stata colpita. Questo attacco è stato attribuito a Israele, come ritorsione dopo il massiccio lancio di missili e droni di sabato dall'Iran contro lo Stato ebraico.

Conflitti interni

Le prime ore di sabato mattina hanno visto un'esplosione colpire una base militare delle milizie sciite filo-iraniane nel cuore dell'Iraq. L'attacco al quartier generale delle Pmf a Calso, con un bilancio di una vittima e otto feriti, ha sollevato interrogativi sulla stabilità interna del paese.

Ripercussioni regionali

L'onda lunga dello scontro a bassa intensità tra Israele e Iran è arrivata anche in Iraq con un bombardamento di paternità incerta a Kalso, contro una base della milizia sciita filo iraniana delle Forze di mobilitazione popolare irachene che ha provocato almeno un morto e otto feriti. Nessuna rivendicazione dell'attacco, anzi una corsa a smarcarsi dalle responsabilità tra i protagonisti della melina che sembra prevalere in questo momento nell'area.

La situazione rimane tesa e incerta, con le fazioni rivali che approfittano del conflitto per avanzare i propri interessi. La comunità internazionale osserva con preoccupazione l'escalation di violenza, sperando in una rapida risoluzione del conflitto.

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