A Lecce il dolore per Fiorita mette in dubbio la partita con l’Atalanta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre la città piange la scomparsa improvvisa di Graziano Fiorita, storico fisioterapista del Lecce, stroncato da un malore nella notte tra mercoledì e giovedì durante il ritiro a Coccaglio, la decisione della Lega Serie A di riprogrammare la partita contro l’Atalanta già per domenica 27 aprile ha scatenato un’ondata di critiche. Quella che doveva essere una giornata di lutto si è trasformata in un caso che divide, con il club salentino ancora troppo scosso per pensare al calcio.

L’allenamento previsto per oggi è stato annullato senza che sia stata fissata una nuova data per la ripresa, segno che la squadra – guidata da Marco Giampaolo – non è in condizione di affrontare un impegno agonistico. «Non si tratta di una scelta, ma di una necessità», lasciano intendere dal club, sottolineando come il dolore per la perdita di un uomo che per oltre vent’anni ha fatto parte della famiglia giallorossa sia ancora troppo fresco. Fiorita, soprannominato il “gigante buono” per la sua imponente statura e il carattere affabile, era una figura amata non solo dai giocatori, ma da tutto l’ambiente.

La Lega, dal canto suo, ha optato per un semplice slittamento di 48 ore, fissando la gara alle 20:45 di domenica, una mossa che ha sollevato l’indignazione persino tra i tifosi avversari. Come dimostrano i commenti sotto il post del consigliere regionale Paolo Pagliaro, l’insofferenza verso questa decisione è trasversale, coinvolgendo sostenitori di ogni squadra, compresi quelli dell’Atalanta. «Che senso ha giocare subito?», si chiedono in molti, ritenendo la scelta frettolosa e poco rispettosa.

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