Titoli di Stato esclusi dal calcolo dell'Isee, cosa cambia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo italiano ha recentemente approvato un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) che introduce importanti novità nel calcolo dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee). Questa misura, prevista dalla legge di bilancio per il 2024, stabilisce che i titoli di stato italiani, fino a un valore complessivo di 50.000 euro, non saranno più considerati nel calcolo dell'Isee. La norma, che entrerà in vigore nel 2025, riguarda anche altri prodotti finanziari di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello stato, come i libretti di risparmio postale e i buoni fruttiferi postali.

La decisione di escludere questi strumenti finanziari dal calcolo dell'Isee è stata presa con l'obiettivo di incentivare gli investimenti in titoli di stato, considerati sicuri e stabili, e di sostenere le famiglie italiane. Tuttavia, questa scelta ha suscitato diverse critiche, poiché potrebbe creare iniquità e distorsioni nel sistema di calcolo dell'Isee. Infatti, escludendo dal computo questi investimenti, si rischia di favorire le famiglie che possiedono titoli di stato a discapito di quelle che non ne hanno.

Il Dpcm firmato dalla premier Giorgia Meloni rappresenta un passo significativo nella revisione delle modalità di determinazione dell'Isee, un indicatore fondamentale per l'accesso a numerosi servizi e agevolazioni sociali. La misura, che era già stata prevista nella Legge di Bilancio 2023, è stata finalmente resa operativa con la firma del decreto. Palazzo Chigi ha comunicato ufficialmente che la norma entrerà in vigore nel 2025, permettendo così alle famiglie di adeguarsi alle nuove regole.

L'esclusione dei titoli di stato dal calcolo dell'Isee rappresenta una novità rilevante per il sistema di welfare italiano.

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