Due ragazzini picchiati in poche ore a Pordenone: un dodicenne finisce in ospedale con gravi traumi dopo un'aggressione in giardino, un tredicenne colpito da un pugno a scuola

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’allarme legato alla violenza giovanile nel Pordenonese registra un’impennata preoccupante con due episodi distinti, verificatisi nell’arco di poche ore, che hanno portato altrettanti minorenni al pronto soccorso. Se il primo caso, avvenuto all’interno di un istituto superiore, presenta i contorni di una rissa scolastica finita male, il secondo, consumatosi in un comune dell’Azzanese, ha invece la dinamica e la ferocia di una vera e propria spedizione punitiva. Protagonista di quest’ultimo un giovane maggiorenne, un ventunenne residente nel Veneto orientale, che nella tarda mattinata di ieri è stato tratto in arresto dai carabinieri con l’accusa di lesioni aggravate. L’aggressore, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si sarebbe presentato davanti all’abitazione di un sedicenne, reo ai suoi occhi di aver inviato un messaggio alla sua fidanzata, ma ad aprire il cancello è stato il fratello minore della vittima designata, un bambino di soli dodici anni.

Una spedizione punitiva finita sul più debole: il racconto dell’agguato nel giardino di casa

La dinamica dell’aggressione, avvenuta intorno alle 17 di mercoledì 11 marzo, lascia poco spazio all’interpretazione: il ventunenne, animato da un proposito intimidatorio nei confronti del rivale in amore, non ha esitato a scagliarsi contro il fratellino di quest’ultimo, trasformatosi suo malgrado nel bersaglio facile di una furia cieca e spropositata. Il racconto dei fatti, fornito dai sanitari e dai militari dell’Arma, parla di una violenza inaudita consumatasi nel giardino di casa: il bambino è stato ripetutamente colpito al volto con schiaffi e pugni, in un’escalation di calci che non gli ha lasciato scampo. Le lesioni riportate dal dodicenne sono state giudicate “davvero impressionanti” dal primario del reparto di Pediatria dell’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, il dottor Roberto Dall'Amico, dove la vittima è stata immediatamente trasportata e ricoverata in osservazione. Il personale medico, pur constatando la gravità dei traumi facciali e la necessità di un periodo di degenza, ha potuto fortunatamente escludere conseguenze permanenti, sebbene il quadro clinico iniziale destasse forte preoccupazione. La madre del ragazzino, sentiti i rumori provenienti dall’esterno e accorsa in giardino, ha assistito alla scena e ha prontamente allertato il 118 e le forze dell’ordine, consentendo un intervento tempestivo che ha portato all’identificazione e all’arresto del responsabile nel giro di pochi minuti. La posizione del maggiorenne, ora in stato di fermo, verrà valutata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pordenone nell’udienza di convalida, dove dovrà rispondere di lesioni aggravate dalla minorata difesa della vittima.

L’altro volto della violenza: il pugno in classe a un tredicenne in un istituto superiore

Parallelamente a questo episodio di cronaca nera, un altro fatto di sangue ha impegnato i medici della stessa pediatria pordenonese. Nella mattinata di ieri, infatti, un tredicenne è stato condotto in ospedale dopo essere stato colpito da un pugno in pieno volto all’interno di una scuola superiore della provincia. La lite, scaturita per ragioni apparentemente futili tra alcuni studenti, avrebbe visto il ragazzo finire accidentalmente nel mezzo di una colluttazione tra coetanei, riportando un trauma facciale che ha reso necessario il trasporto in ospedale per accertamenti. Sebbene le sue condizioni siano state giudicate meno gravi rispetto a quelle del bambino di dodici anni, l’episodio riconduce l’attenzione su un fenomeno di aggressività dilagante tra i banchi di scuola, un contesto che nelle ultime settimane era già stato teatro di risse e tafferugli, alcuni dei quali coinvolgenti anche giovanissime ragazze. Il ripetersi di questi eventi, con una frequenza che sembra non conoscere soste, pone interrogativi sulla capacità di contenimento del disagio giovanile e sull’efficacia delle misure preventive adottate negli istituti, dove la tensione sembra pronta a deflagrare alla minima scintilla.

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