La notte Nba: New York rimonta Houston, Detroit e San Antonio non si fermano più
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Redazione Sport
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C’è voluto tutto il carattere del Madison Square Garden e, soprattutto, la freddezza di Jalen Brunson, per raddrizzare una partita che contro Houston sembrava ormai compromessa. I Rockets, trascinati da un ispirato Kevin Durant – autore di 30 punti e 6 rimbalzi – avevano toccato il massimo vantaggio nel quarto periodo, diciotto lunghezze, facendo presagire a una serata di gloria lontano dal Texas -2. E invece New York, squadra dal cuore decisamente irregolare ma talvolta capace di questi sussulti, ha operato una rimonta che profuma già di classica della stagione, ribaltando tutto per un soffio, 108-106 il finale. Brunson, che del resto non è nuovo a certe imprese, ha messo insieme 20 punti conditi da giocate cruciali nei minuti decisivi, ben supportato da Karl-Anthony Towns, miglior marcatore della serata con 25 punti, e da OG Anunoby, altro uomo da 20 punti -2. Houston, dal canto suo, dovrà recriminare per aver lasciato sfuggire una preda ormai in gabbia.
Se la rimonta dei Knicks accende i riflettori su Broadway, è nel silenzio operoso del Michigan che si sta costruendo qualcosa di solido. I Detroit Pistons, forte del miglior record della lega (42 vinte e 13 perse), continuano la loro marcia incontrastata a Est: l’ultima vittima, ennesima di una striscia che conta ormai cinque successi consecutivi, porta il nome dei Chicago Bulls, liquidati con un netto 126-110 -2. La notizia, nel match dell’United Center, non è tanto l’ennesima prova sontuosa di Cade Cunningham – il quale ha sfiorato la tripla doppia con 18 punti, 13 assist e 9 rimbalzi – quanto il ritorno in grande stile di Jalen Duren. Il centro, reducendo da una sospensione, ha timbrato il cartellino con 26 punti e 13 rimbalzi, rispondendo presente nel momento del bisogno e dimostrando che questa squadra non ha solo un leader, ma una vera e propria armata.
All’ombra dei riflettori di New York e Detroit, c’è un’altra macchina che viaggia a ritmi impressionanti, e lo fa nel profondo Ovest. I San Antonio Spurs, guidati dal fenomeno Victor Wembanyama, hanno infilato l’ottava vittoria di fila travolgendo i Sacramento Kings per 139-122 in una partita giocata ad Austin, lontani dal loro palazzetto a causa del tradizionale rodeo -2. Il francese, ventidue anni e una fame da predestinato, ha letteralmente dominato la scena con 28 punti, 15 rimbalzi, 6 assist e 4 stoppate, mettendo a referto una prestazione che di banale non ha proprio nulla. I Kings, nonostante i 16 punti e 12 rimbalzi del suo connazionale Maxime Raynaud, hanno retto per tre quarti prima di crollare sotto i colpi di Wembanyama, il quale ha anche scherzato sull’idea di partecipare un giorno allo schiacciate.
Il ritorno di Duren e la mazzata per Phoenix
Oltre ai riflettori puntati sulle big, la notte Nba ha offerto spunti interessanti anche altrove. A Phoenix, per esempio, i Suns hanno ottenuto una vittoria dal sapore agrodolce: piegare Orlando al doppio supplementare con una tripla sulla sirena di Jalen Green è impresa che esalta, ma l’entusiasmo è subito rientrato alla notizia dell’infortunio di Dillon Brooks, uscito dopo soli sette minuti per una frattura alla mano sinistra che lo terrà lontano dal parquet a tempo indeterminato. Una perdita pesante per il reparto esterni. A Miami, invece, gli Heat hanno regolato i Memphis Grizzlies in una partita che ha vissuto anche un momento di tensione finale, con una rissa che è costata l’espulsione a Scotty Pippen Jr. e a Myron Gardner, episodio che getta un’ombra su una vittoria altrimenti netta. Insomma, la regular season scorre via tra colpi di scena, striscioni positive e qualche infortunio di troppo, in un equilibrio che sembra reggere solo sulla carta geografica.




