Electronic Arts passa al fondo saudita Pif: acquisizione da 55 miliardi con il sostegno di Silver Lake e Kushner
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Redazione Economia
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C'è un passaggio epocale, per l'industria dei videogiochi, che si è concretizzato nelle ultime ore: Electronic Arts, la celebre casa editrice dietro franchise storici come The Sims, Madden NFL e Battlefield, non è più una società quotata in borsa. Un consorzio guidato dal fondo sovrano dell'Arabia Saudita, il Public Investment Fund (Pif), ha infatti portato a termine l'acquisizione del colosso americano per una cifra vicina ai 55 miliardi di dollari, un'operazione che gli analisti del settore non esitano a definire come il più grande leveraged buyout mai realizzato fino a oggi.
A sostenere finanziariamente l'operazione, insieme al fondo saudita, sono scesi in campo anche il gigante del private equity Silver Lake e Affinity Partners, la società di investimenti fondata da Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
I dettagli dell'accordo e il prezzo per azione
L'operazione, che era nell'aria da diverse settimane, si è chiusa con un prezzo di 210 dollari per ogni azione ordinaria, corrisposti in contanti agli ex azionisti che hanno accettato l'offerta. Con la finalizzazione dell'accordo, le azioni di Electronic Arts hanno cessato le negoziazioni al Nasdaq, segnando la fine di un'era per un'azienda che per decenni ha rappresentato uno dei pilastri dell'intrattenimento interattivo americano.
Il debito contratto per sostenere l'acquisizione ammonta a circa 20 miliardi di dollari, un'esposizione finanziaria che, nelle intenzioni dei nuovi proprietari, dovrà essere gestita attraverso una profonda revisione della struttura operativa e delle spese del gruppo.
La strategia saudita e il peso di Jared Kushner
Il fondo sovrano saudita, sotto la guida del principe ereditario Mohammed bin Salman, ha intensificato negli ultimi anni gli investimenti nel settore dell'intrattenimento digitale, con l'obiettivo dichiarato di diversificare l'economia del regno e ridurre la dipendenza dal petrolio. L'ingresso di Affinity Partners, la società di Kushner, ha aggiunto un ulteriore tassello a un'operazione già di per sé monumentale, che ha visto coinvolti alcuni dei più influenti attori della finanza globale.
L'amministratore delegato di EA, che manterrà la guida operativa secondo le prime indiscrezioni, dovrà ora confrontarsi con un cambio di proprietà che modifica radicalmente gli equilibri interni e le prospettive di sviluppo del marchio.
Le prospettive future: tagli ai costi e possibili cessioni
Per rientrare dagli ingenti esborsi e sostenere il peso del debito accumulato, il management di Electronic Arts avrebbe già delineato un piano di intervento che prevede un risparmio di 700 milioni di dollari sui costi operativi. Una manovra che, inevitabilmente, comporterà una riduzione dell'organico e, secondo alcune fonti vicine alla società, non si limiterà a questo.
Tra le opzioni sul tavolo dei nuovi azionisti, emergerebbe infatti anche la possibilità di cedere alcuni studi di sviluppo e alcune proprietà intellettuali meno strategiche, con l'obiettivo di concentrare le risorse sui franchise più redditizi e sulle piattaforme in crescita. Tra i titoli menzionati in un'eventuale dismissione figurerebbe anche BioWare, lo studio canadese noto per serie di culto come Mass Effect e Dragon Age, il cui destino appare ora legato alle scelte che il consorzio guidato dal Pif deciderà di compiere nei prossimi mesi.
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