Il concertone del Primo Maggio 2026 a Roma, tra i Litfiba in reunion e la nuova linfa dei cantanti di Sanremo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Come ogni anno, la musica torna a insediarsi nel cuore pulsante della Capitale, quella piazza San Giovanni in Laterano che si prepara ad accogliere migliaia di persone per il tradizionale concerto del Primo Maggio. L’edizione del 2026, promossa come sempre da Cgil, Cisl e Uil e organizzata da iCompany, non si limita a schierare un parterre di cantanti a caso, ma cerca di cucire addosso alla Festa dei Lavoratori una sceneggiatura chiara, quella del “Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”. È questo il filo rosso, il tema portante che fa da sfondo a una maratona, quella che andrà in onda su Rai3 e Rai Radio 2, dove l’aspetto puramente spettacolare si mescola a una certa (inevitabile) tensione civile.
La regia del palco: Arisa, Spollon e il bis di BigMama
A tenere le fila di questa lunga diretta ci sarà un trio collaudato ma non privo di novità. Se la presenza di Arisa e dell’attore Pierpaolo Spollon era data per certa da giorni, a completare il quadro ci pensa BigMama. Per la rapper campana, che di fatto ha già assaggiato il ruolo lo scorso anno affiancando Ermal Meta e Noemi, si tratta di una riconferma che segna un’evoluzione interessante: non più solo artista in gara, ma volto istituzionale dell’evento. Saranno loro tre, dunque, a gestire i passaggi di consegna sul palco, alternando momenti di intrattenimento a quelli di riflessione collettiva, senza mai perdere di vista il ritmo serrato che una diretta televisiva impone.
Un cast che mescola nostalgia e contemporaneità
Ma veniamo al dunque, alla linfa vitale della manifestazione, ovvero la musica. Il cartellone di quest’anno è un vero e proprio crocevia generazionale, capace di accontentare il pubblico di vecchia data senza trascurare le nuove leve. Da una parte, infatti, c’è l’evento nell’evento: la storica riunione dei Litfiba. La band, tornata nella formazione originale degli anni Ottanta con Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, promette di infiammare la piazza in occasione dei quarant’anni di “17 Re”. Sarà un tuffo nel passato, un omaggio a quel rock che ha segnato un’epoca e che proprio in occasioni come questa ritrova la sua forza corale. Dall’altra parte, però, scorrono i nomi caldi dell’ultima edizione del Festival di Sanremo, un’infilata che include artisti come Emma (che farà il suo ritorno su quel palco), Geolier, Fulminacci, Francesca Michielin, Ditonellapiaga, Rkomi e Levante.
Molta polpa e poche (presunte) polemiche
L’elenco ufficiale, che l’organizzazione ha sfornato in ordine alfabetico per evitare gerarchie di peso, è sterminato e in alcuni tratti pure sorprendente. Troviamo Riccardo Cocciante a fare da contraltare alla nuova scuola rap, con nomi quali Irama, Rocco Hunt e gli stessi Ermal Meta e Niccolò Fabi a tappare ogni buco generazionale. A completare il quadro ci sono anche le tre vincitrici del contest 1MNEXT (Bambina, Cainero e Cristiana Verardo), pronte a calcare un palco che per loro rappresenta la vetrina più ambita. Nonostante qualche voce abbia provato a dipingere questa line-up come una sorta di “antagonismo culturale” – piuttosto comune quando si parla di piazze e istituzioni – la sostanza musicale sembra resistere a queste letture: c’è il rock dei Litfiba, la canzone d’autore di Cocciante, la leggerezza pop di Emma e l’urgenza di Geolier. Una miscela, va detto, che ha sempre funzionato meglio di tante analisi sociologiche.




