La Milano-Sanremo punta tutto sul duello tra Van der Poel e Pogacar, con Ganna pronto all'imboscata
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Redazione Sport
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Sarà probabilmente il duello dei duelli, una sfida nella sfida che potrebbe consegnare alla storia una delle edizioni più attese della Classicissima. Sabato 21 marzo, con partenza da Pavia per il terzo anno consecutivo e arrivo sul consueto traguardo di via Roma a Sanremo, la 117ª Milano-Sanremo metterà in palio il primo Monumento della stagione e lo farà chiamando a raccolta i due fuoriclasse che più di ogni altro interpretano il ciclismo contemporaneo. Da un lato Mathieu Van der Poel, olandese volante della Alpecin-Premier Tech, che in via Roma ha già vinto due volte, nel 2023 e nel 2025, e che si presenta ai blocchi forte di una condizione smagliante, certificata dai due successi parziali colti nell'ultima Tirreno-Adriatico. Dall’altro lato Tadej Pogacar, lo sloveno della UAE Team Emirates XRG, a cui manca soltanto questa corsa, tra i Monumenti, per completare una collezione che già lo annovera tra i più grandi di sempre. E poi c'è lui, Filippo Ganna, il piemontese dell'Ineos Grenadiers, due volte secondo nelle ultime tre edizioni e due volte battuto proprio dal rivale olandese, che sogna il colpaccio in casa.
La Classicissima, con i suoi 298 chilometri che da Pavia si snodano verso il mare attraversando il Passo del Turchino e la Riviera di Ponente, è una corsa che si vince con la testa prima ancora che con le gambe. È una gara "facile" solo sulla carta, perché la lunghezza estrema e l'apparente mancanza di ostacoli insormontabili la rendono in realtà un rebus tattico di rara complessità. Negli ultimi anni, però, l'equazione è cambiata: l'irresistibile ascesa di Pogacar e la potenza esplosiva di Van der Poel hanno trasformato la sequenza Cipressa-Poggio in un ring dove i due si studiano, si attendono e si colpiscono. Lo sloveno, che nel 2025 ha chiuso al terzo posto, proverà a fare la differenza in salita, sperando di scrollarsi di ruota l'olandese per poi volare verso il traguardo. Il campione del mondo in carica, invece, confida nella sua esplosività e nella capacità di resistere in salita per poi giocarsi tutto in una volata ristretta, magari a ranghi ridotti, dove la sua potenza potrebbe rivelarsi ancora una volta decisiva. Una dichiarazione rilasciata da Van der Poel nei giorni scorsi, e ripresa da più testate, lascia intendere come il Campionissimo olandese consideri solo una questione di tempo il primo successo di Pogacar, segno del rispetto reciproco che lega due fuoriclasse assoluti.
Se il duello al vertice promette scintille, la pattuglia degli inseguitori non è certo da meno e potrebbe giocare un ruolo da assoluta protagonista, magari approfittando di un momento di reciproca marcatura tra i due fenomeni. Il nome più atteso, in tal senso, è quello di Filippo Ganna, che alla Tirreno-Adriatico ha mostrato una condizione in costante crescita e una tenuta sulle pendenze brevi che fa ben sperare in ottica Cipressa e Poggio. Il suo secondo posto dello scorso anno, alle spalle proprio di Van der Poel, è lì a ricordare che il divario si è assottigliato e che un eventuale arrivo in volata ristretta potrebbe premiare la sua progressione sul rettilineo finale di via Roma. Attenzione, poi, a Wout Van Aert, sempre a suo agio su questi percorsi, e a velocisti puri come Jasper Philipsen e Jonathan Milan, che sperano in una corsa meno selettiva del previsto. La startlist, del resto, è di quelle che fanno sognare: accanto ai big, spazio a interpreti come Julian Alaphilippe, Thomas Pidcock, Matej Mohoric e Alberto Bettiol, ognuno in grado di accendere la miccia da un momento all'altro, magari tentando un'azione da lontano che potrebbe rivelarsi la mossa vincente.




