Torino, tenta di uccidere la compagna e si getta dal decimo piano: lei fugge con la figlia
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Redazione Interno
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Un uomo di 37 anni è morto dopo essersi lanciato dal balcone del decimo piano del condominio in cui viveva, in via Cervino 42, nel quartiere Barriera di Milano, alla periferia nord di Torino. Poco prima aveva aggredito la compagna trentunenne, tentando di strangolarla e di spingerla nel vuoto. La donna è riuscita a liberarsi, a prendere con sé la figlia di un anno e a rifugiarsi nell'appartamento dei vicini. I carabinieri del Nucleo Radiomobile e della compagnia Torino Oltre Dora indagano sulla vicenda.
La ricostruzione dell'aggressione
Secondo quanto emerso dalle prime indagini, la lite sarebbe scoppiata per futili motivi. L'uomo avrebbe portato la compagna sul balcone dell'abitazione, tentando di gettarla nel vuoto e mettendole le mani al collo. Entrambi i tentativi sono falliti. La trentunenne è riuscita a divincolarsi e a scappare con la bambina, trovando rifugio in una casa vicina. Alcuni residenti hanno riferito agli investigatori di aver sentito delle urla provenire dall'appartamento, seguite da un tonfo.
Il volo dal decimo piano
Dopo la fuga della donna, l'uomo si è lanciato dal balcone, precipitando per una trentina di metri e morendo sul colpo. Secondo una ricostruzione più dettagliata, l'uomo avrebbe stretto le mani attorno al collo della compagna fino a farle perdere i sensi, lasciandola cadere a terra. Convinto di averla uccisa, avrebbe poi preso una sedia per mettersi a cavalcioni sul parapetto del balcone. I vicini avrebbero tentato di dissuaderlo, urlandogli di rientrare in casa, ma i loro appelli non sono serviti.
Le condizioni della donna e le indagini
La trentunenne, che portava ancora i segni dei colpi ricevuti, è stata medicata e le sue condizioni generali sono buone. La bambina di un anno sta bene. La coppia, di nazionalità italiana, si era trasferita in quell'appartamento da circa un anno. Dai primi accertamenti non risultano denunce precedenti da parte della donna nei confronti del compagno. La salma dell'uomo è stata restituita alla famiglia dall'autorità giudiziaria, senza che si rendesse necessaria l'autopsia, poiché la dinamica appare chiara. Le indagini dei carabinieri proseguono per chiarire ogni dettaglio dell'accaduto.
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