Benigni racconta Pietro, la pietra e l'uomo, dal cuore del Vaticano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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In una serata che segna un evento senza precedenti per la televisione pubblica, Roberto Benigni porterà in onda su Rai 1, mercoledì 10 dicembre, il monologo “Pietro, un uomo nel vento”. La diretta, proveniente dal Vaticano, corona una coproduzione internazionale con Vatican Media e Fremantle, ponendosi come il culmine delle celebrazioni per il Giubileo in corso. L'artista, che definisce il suo lavoro come una sorta di innamoramento, ha concentrato la sua narrazione sulla figura dell'apostolo, evidenziandone non la sola dimensione sacra ma soprattutto l'umanità fragile e contraddittoria. «Mi sono affezionato a lui», ha confidato Benigni, lasciando intendere un approccio che scava nelle debolezze e nel carattere di colui che, pur avendo rinnegato Gesù, ne divenne il successore designato.
Un racconto epico nato dalla collaborazione
Il testo dello spettacolo, che andrà in onda in prima serata, è frutto di un lavoro collettivo svolto dallo stesso Benigni insieme a Michele Ballerin, Chiara Mercuri e Stefano Andreoli. Quel che ne emerge, come anticipato, è un ritratto complesso, lontano da qualsiasi agiografia convenzionale, che mira a mostrare la vulnerabilità di un uomo chiamato a un compito sovrumano. La scelta del Titolo, “Un uomo nel vento”, allude del resto alla sua instabilità e alla sua capacità di rialzarsi, qualità che l'interprete sembra voler portare in primo piano. Di tale lavoro esisterà anche una versione cartacea, un volume edito da Einaudi in uscita l'11 dicembre, che conterrà il testo integrale e materiali ulteriori non inseriti nella trasmissione per esigenze di tempo.
Il ritorno dell'artista dopo il successo de "Il sogno"
Questo evento giunge a distanza di pochi mesi dal precedente appuntamento che aveva visto Benigni, lo scorso marzo, dedicare un intero monologo al tema dell'Europa unita, intitolato “Il sogno”. Quel successo, che aveva catturato l'attenzione di un vasto pubblico, ha creato le condizioni per una nuova sfida ancor più ambiziosa, sia per la location eccezionale sia per il soggetto trattato. La Rai conferma così la sua vocazione a ospitare grandi narrazioni popolari di carattere culturale, puntando su una personalità in grado di coniugare profondità e divulgazione, pathos e ironia, in un mix unico nel panorama dello spettacolo italiano.
Una produzione di respiro internazionale
La partnership con Vatican Media e Fremantle sottolinea la dimensione globale del progetto, pensato non solo per il pubblico nazionale ma anche per una potenziale distribuzione internazionale. La scelta di ambientare la diretta nel cuore della Città del Vaticano non è meramente scenografica, ma conferisce un'autorità e un'atmosfera speciale alla narrazione, legittimando il contenuto senza per questo scivolare in toni eccessivamente solenni o didascalici. L'operazione, nel suo insieme, si configura come un esperimento audace, che tenta di raccontare la storia della Chiesa attraverso il suo fondamento umano, incarnato da un pescatore di Galilea la cui vicenda, duemila anni dopo, continua a essere narrata e interpretata.




