Roberto Benigni, nella luce del Vaticano, racconta Pietro apostolo in un evento per Raiuno
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Torna, dopo una lunga assenza dal piccolo schermo, Roberto Benigni con un monologo dedicato a una figura cardine della cristianità. L’appuntamento, fissato per mercoledì 10 dicembre in prima serata su Raiuno, ha un Titolo che è già un programma: “Pietro. Un uomo nel vento”. La serata, concepita come momento conclusivo delle celebrazioni del Giubileo, rappresenta un unicum nella storia delle produzioni televisive, poiché è stata filmata all’interno dei cosiddetti giardini segreti vaticani, quell’area riservata alle spalle della Basilica di San Pietro che raramente viene concessa per riprese di tale portata.
Un set d'eccezione e le parole dell'artista
Proprio da quel luogo, carico di simbolismo e di storia, il mattatore toscano ha scelto di narrare la vicenda umana e spirituale di Simone, detto Pietro, il pescatore di Galilea divenuto apostolo di Gesù e, secondo la tradizione, primo vescovo di Roma, dove subì il martirio nell’anno 67 dopo Cristo. «Mi sono innamorato di Pietro perché è un uomo come noi», ha dichiarato Benigni, anticipando il tono del suo racconto, che sembra voler scavare nell’umanità fragile e appassionata del Santo piuttosto che offrirne una semplice agiografia. Un’interpretazione, la sua, che ha già trovato un ascoltatore d’eccezione di altissimo profilo.
L'anticipazione al Maxxi e l'incontro in Vaticano
L’opera è stata presentata in anteprima mondiale alla stampa, lo scorso 4 dicembre, presso il museo MAXXI di Roma, gettando le basi per l’attesa della trasmissione. Poche ore dopo quella presentazione, si è svolto un incontro privato al Palazzo Apostolico tra l’artista e Papa Leone XIV, al quale hanno preso parte anche il vertice della Rai e i rappresentanti della società di produzione Stand by Me, che ha realizzato il lavoro insieme a Vatican Media. Il Pontefice, rivolgendosi direttamente a Benigni, ha commentato: «Bello, il tuo Pietro parla d’amore», una frase che sottolinea la cifra emotiva e universale del monologo. Le immagini di quel colloquio, diffuse rapidamente attraverso i canali web, hanno contribuito ad alimentare ulteriormente l’interesse intorno all’evento televisivo.
I temi di un racconto tra cinema, letteratura e fede
Benigni, che nel suo percorso artistico ha spesso intrecciato comicità, impegno civile e riflessione su testi fondativi della cultura occidentale, affronterà in questa nuova prova temi che spaziano dalla figura di Dante a quella di Sant’Agostino, mostrando, ancora una volta, come il suo sguardo sappia muoversi con disinvoltura tra diversi piani culturali. La scelta di collocare la narrazione in uno dei luoghi più emblematici al mondo non è casuale, ma costituisce parte integrante del significato dell’opera, che mira a dialogare con la storia millenaria della Chiesa attraverso la lente di un interprete contemporaneo. L’attesa per questa trasmissione, che si annuncia come un vero e proprio evento mediatico e culturale, è dunque massima, sia per il ritorno di un personaggio amatissimo dal pubblico, sia per la solennità e l’originalità del contesto in cui la sua narrazione prenderà vita.




