Roberto Benigni, il monologo su Pietro sfiora i 5 milioni nel prime time di Raiuno
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Fino a cinque milioni di italiani, secondo le rilevazioni d'ascolto, si sono incantati davanti allo schermo per seguire il monologo di Roberto Benigni dedicato a San Pietro, definito "un uomo nel vento", nel corso della prima serata di ieri su Raiuno. Uno share, tuttavia, che si è attestato lievemente sotto il 25% e che non è riuscito a spazzare via l'agguerrita concorrenza degli altri network, divisi tra la partita di Champions League, il film *Interstellar* e gli appuntamenti con i programmi di cronaca. Il successo di pubblico, comunque significativo, è giunto al termine di un battage pubblicitario intenso e del traino garantito dalle principali testate giornalistiche, senza dimenticare la particolare attenzione ricevuta dall'ambiente vaticano.
La performance e il riconoscimento di un talento unico
Che Roberto Benigni possieda un genio artistico inconfondibile è un dato che, nel corso della sua lunga carriera, pochi hanno messo in discussione, ricevendo del resto una conferma autorevole da un maestro come Federico Fellini. Il Premio Oscar toscano, il cui talento naturale si esprime in una fisicità teatrale totalizzante, con questa ultima prova ha ribadito una versatilità ormai consolidata, dimostrando una resistenza scenica notevole in due ore di performance ininterrotta. Una fisiologica stanchezza, apparsa verso la conclusione dello spettacolo, non ha minimamente scalfito la potenza di un'interpretazione che si inserisce in un percorso artistico maturo.
Le parole dell'attore sull'origine del progetto
In un colloquio riservato ai media vaticani, Benigni ha svelato la genesi del testo e della sua interpretazione, dialogando con il direttore de *L’Osservatore Romano*. L'attore ha spiegato come alla base della vicenda del primo degli apostoli ci sia, a suo avviso, quella forza rivoluzionaria chiamata "amore", che egli attribuisce all'insegnamento di Gesù. Un'idea che ha mosso e plasmato il suo racconto, trasformando la figura storica e religiosa di Pietro in un personaggio narrativo di grande umanità e pathos, accessibile a un pubblico vasto e composito.
Un fenomeno culturale che stabilizza il suo appeal
Il dato d'ascolto, che ha sfiorato i 4 milioni di telespettatori medi con picchi di 5 milioni, conferma come l'ultima fatica di Benigni si inserisca in un solco tracciato da tempo. Da quando il comico ha abbandonato certi toni della sua prima produzione per dedicarsi a una divulgazione colta e appassionata, ha saputo costruire un rapporto di fiducia con il pubblico, riuscendo a portare temi di spessore al centro del palinsesto in prima serata. Un fenomeno, il suo, che continua a rinnovarsi, attestando una capacità di fare numeri importanti con contenuti culturali, in un panorama televisivo spesso frammentato e volto ad altro.




