Vanoli: "Contro lo Jagiellonia conta la mentalità, vietato sbagliare"
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Redazione Sport
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La Fiorentina si appresta a scendere in campo domani sera al Franchi, dove è in programma il ritorno dei playoff di Conference League contro lo Jagiellonia, forte del cospicuo vantaggio maturato una settimana fa in Polonia, quel 3-0 che, sulla carta, sembrerebbe aver già chiuso il discorso qualificazione -1-3. Eppure, alla vigilia del match, Paolo Vanoli ha speso parole chiare e nette, quasi a voler scacciare qualsivoglia tentazione di rilassamento: la priorità, ha spiegato il tecnico, resta il passaggio del turno, ma a fare la differenza sarà l'approccio mentale con cui la squadra scenderà in campo -6-7. Citando l’esempio del Polissya, un avversario affrontato in un precedente playoff, Vanoli ha voluto ricordare come nessuna partita possa essere data per scontata, sottolineando la necessità di continuità e di quella che lui stesso ha definito una sana abitudine al successo, quel “vincere aiuta a vincere” che rappresenta sempre un moltiplicatore di fiducia -1-6.
Il tecnico viola, nel corso della conferenza stampa tenutasi al Viola Park, non si è limitato a predicare cautela, ma è entrato nel merito delle dinamiche di gioco, soffermandosi su quelle che ritiene essere le aree del campo in cui la squadra deve necessariamente crescere -7. Ha parlato di miglioramento, un concetto che non conosce soste, e ha individuato nella gestione degli ultimi minuti di gara uno dei nodi cruciali da sciogliere, un aspetto in cui la Fiorentina deve ancora trovare quella maturità necessaria per controllare il risultato senza correre rischi inutili -1-4. È tornato sull’episodio accaduto contro il Pisa, quel tiro a pochi passi dalla porta fallito nei minuti di recupero da Fazzini, che avrebbe potuto rimettere in discussione un derby fino a quel momento saldamente in pugno -4. Un campanello d’allarme, quello raccontato da Vanoli, che dimostra come la concentrazione non possa calare nemmeno di un centimetro, specialmente quando l’avversario, forte di niente da perdere, prova a gettare il cuore oltre l’ostacolo.
Rugani e Gudmundsson, le novità in vista del match
Dal punto di vista della formazione, Vanoli ha fatto il punto sulla condizione della rosa, confermando che, fatta eccezione per i giocatori non inseriti nella lista Uefa, l’organico è al completo -1-7. Una nota di particolare interesse riguarda Daniele Rugani, per il quale lo staff tecnico ha organizzato un’amichevole ad hoc, un test aggiuntivo studiato per garantire al difensore quel minutaggio che nelle partite ufficiali, al momento, fatica a trovare -1-7. Ma l’attenzione maggiore, comprensibilmente, era concentrata sulle condizioni di Albert Gudmundsson: l'islandese, che aveva già assaggiato la panchina nel match con il Pisa, ha svolto una parte di allenamento con il gruppo e Vanoli ha espresso la speranza di potergli concedere un po’ di spazio a gara in corso, conscio dell’importanza che un giocatore del suo calibro può rivestire per le sorti della squadra -4-7.
L’analisi dell’avversario e la crescita dei giovani
Lontano dai riflettori puntati sui singoli, Vanoli ha poi dimostrato di aver studiato a fondo lo Jagiellonia, una squadra che, a suo dire, non va assolutamente sottovalutata -1. Ne ha elogiato l’organizzazione, la capacità di pressare alta e la qualità tecnica, definendo il loro allenatore una figura interessante da cui trarre spunti -4-7. Il tecnico viola si è lasciato andare a una riflessione più ampia sul calcio internazionale, criticando quella che ha definito una certa “ignoranza” nel sottovalutare campionati ritenuti minori, citando l’esempio di squadre come il Bodo/Glimt, spesso liquidate superficialmente come semplici “salmonari” -7. Un monito chiaro, il suo, per evitare che la squadra cada nella trappola di pensare di avere già la vittoria in tasca.
Nel corso della conferenza, spazio anche per una disamina sulla crescita dei giovani, con un passaggio specifico su Pietro Comuzzo -4. Vanoli, pur confermandolo come un pilastro per il presente e ancor più per il futuro, ne ha evidenziato i margini di miglioramento, come la necessità di affinare l'impostazione e di non perdersi talvolta la marcatura dell'avversario, un percorso di crescita in cui giocatori esperti come Rugani possono rivelarsi fondamentali -4-7. Un discorso, questo, che si lega alla filosofia dell’allenatore, da sempre propenso a valorizzare i talenti della Primavera – ha citato i casi di Balbo e Kouadio – e a non badare all’età anagrafica quando si tratta di fare il bene della Fiorentina -4-7.




