Gwm Ora 5, il suv cinese che sfida il mercato con tre anime e un prezzo da 26.950 euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non ci sono più segreti attorno alla strategia di Great Wall Motor per l’Europa, e la prova più tangibile – veicolo dopo veicolo – arriva ora con l’atteso sbarco in Italia della Ora 5, un suv compatto di segmento C che, forte di un prezzo d’attacco particolarmente aggressivo (26.950 euro per la versione di accesso), intende ritagliarsi una fetta di mercato tra i protagonisti consolidati del Vecchio Continente.

Il modello, che il colosso cinese ha presentato con una certa enfasi già al Salone di Pechino nella primavera di quest’anno, si presenta nelle concessionarie italiane con una peculiarità che, almeno sulla carta, pochi rivali possono vantare: la disponibilità – sulla medesima piattaforma – di ben tre diverse filosofie di alimentazione, a partire dal classico 1.5 turbo benzina, passando per la full hybrid (senza spina) fino ad arrivare alla variante 100% elettrica a batteria.

L’operazione commerciale, insomma, mira a intercettare un pubblico vasto e variegato, proponendosi come alternativa concreta a modelli ben più radicati come la Hyundai Tucson o la Toyota Corolla Cross, ma con un rapporto qualità-prezzo che, a un primo esame, sembra difficile da ignorare.

Un look morbido, tra reminiscenze premium e funzionalità

Dal punto di vista stilistico, la GWM Ora 5 non passa certo inosservata, sebbene – come spesso accade in questo segmento – le fonti di ispirazione appaiano piuttosto evidenti: le forme tondeggianti della carrozzeria (lunga 4,47 metri, larga 1,83 e alta 1,64) e, in particolare, il disegno dei proiettori anteriori a sviluppo circolare, strizzano l’occhio a certe soluzioni viste in casa Porsche, mentre il posteriore pulito e la linea di cintura ricordano da vicino i suv di lusso tedeschi.

A realizzare le forme, d’altronde, è stato Andrew Dyson, designer con un passato in Volkswagen e Opel, a dimostrazione di come il gruppo cinese abbia cercato un’interpretazione europea del suv, abbandonando gli eccessi per abbracciare una certa pulizia formale.

All’interno, l’abitacolo si presenta ordinato e sorprende per l’uso di materiali morbidi al tatto, anche se non mancano le plastiche rigide; l’attenzione, però, è tutta per la doppia instrumentazione digitale, che abbina un quadro strumenti da 10,25 pollici a un display centrale da ben 14,6 pollici per l’infotainment, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto in modalità wireless.

La capacità del bagagliaio, particolare non secondario per un veicolo pensato anche per la famiglia, varia da 390 a 422 litri a seconda della motorizzazione scelta (la full hybrid sacrifica qualche litro per ospitare la batteria), spazio che può arrivare a circa 1.120 litri abbattendo gli schienali posteriori.

Tre cuori per altrettante filosofie di guida

Ed è proprio sotto il cofano, tuttavia, che si gioca la vera partita per questa Ora 5, lanciata dal gruppo cinese (che ricordiamo essere leader nella produzione di suv e pick-up nel proprio paese d’origine, con una presenza in oltre 170 mercati) per conquistare gli automobilisti più attenti al risparmio o, al contrario, i pionieri della mobilità a zero emissioni. Il modello d’accesso, quello da 26.950 euro, monta un 1.

5 turbo a benzina capace di erogare 160 cavalli e 270 Nm di coppia, abbinato a un cambio automatico a doppia frizione DCT a sette rapporti: una soluzione tradizionale, che promette comunque uno scatto da 0 a 100 km/h in 9,3 secondi e una velocità massima di 190 km/h. Per chi invece desidera ridurre i consumi senza preoccuparsi della ricarica, la versione full hybrid (disponibile a partire da 28.600 euro) utilizza lo stesso 1.

5 turbo abbinato a un’unità elettrica, per una potenza complessiva di 223 cavalli e una coppia di 476 Nm; in questo caso la batteria (da appena 1,09 kWh) si ricarica in marcia, permettendo di viaggiare con una percorrenza dichiarata di circa 19,6 km con un litro (5,1 l/100 km), abbattendo i consumi rispetto al solo termico.

C’è poi la versione a zero emissioni locali, quella che più delle altre incarna lo spirito del marchio verso il futuro: la Ora 5 elettrica sfoggia un motore anteriore da 205 cavalli alimentato da una batteria LFP (litio-ferro-fosfato) da 58,3 kWh, con un’autonomia dichiarata nel ciclo misto WLTP di 435 km.

Tecnologia, sicurezza e la garanzia come jolly

Al di là delle cifre delle prestazioni, ciò che colpisce nell’offerta di Great Wall Motor è l’approccio alla dotazione di serie: già nell’allestimento Origin (quello d’ingresso) la vettura include 23 sistemi ADAS di assistenza alla guida di Livello 2, telecamere a 360 gradi, sette airbag, cerchi da 18 pollici e l’accesso keyless, un equipaggiamento che solitamente sui competitor richiede costosi pacchetti opzionali. Salendo allestimento Premium (con un sovrapprezzo di circa 2.000 euro a seconda della motorizzazione), si aggiungono poi il tetto panoramico apribile, i sedili anteriori ventilati e riscaldati (rivestiti in ecopelle), un impianto audio a nove altoparlanti e l’illuminazione ambientale a 64 colori. A chiudere il cerchio – e a rassicurare i potenziali acquirenti, spesso scettici verso i nuovi marchi – ci pensa la garanzia: 7 anni o 150.000 chilometri sull’intero veicolo, che diventano 8 anni o 160.000 km per il solo pacco batterie della versione elettrica, un biglietto da visita che in Europa sanno apprezzare. Le consegne, con ogni probabilità, prenderanno il via sul finire del mese di giugno, momento in cui si potrà verificare se l’appeal del listino si tradurrà in un successo concreto sulle nostre strade.

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