Il capo della Polfer: «Dietro i sabotaggi una regia unica», vertice al Viminale con le Ferrovie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ipotesi investigativa, quella che andrebbe a delineare un disegno ben preciso e coordinato dietro la serie di attentati che nelle ultime due settimane hanno preso di mira la rete ferroviaria italiana, è stata formalizzata proprio durante i concitati accertamenti seguiti all’ultimo rogo, quello divampato all’alba di sabato tra le stazioni di Roma. Non si tratterebbe, dunque, di azioni scollegate né tanto meno di episodi di mero emulazione, sebbene quest’ultima sia una dinamica storicamente ricorrente in certi ambienti; piuttosto, a giudizio di chi conduce le indagini, ci si troverebbe di fronte a una strategia unitaria, a un disegno deliberatamente studiato per colpire il paese in un momento di massima visibilità internazionale come quello offerto dai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina -5. Il capo della Polizia ferroviaria, nelle sue interlocuzioni con i magistrati, avrebbe sottolineato la similarità delle modalità esecutive e la precisione chirurgica dei danneggiamenti, elementi che farebero propendere per l’esistenza di una cabina di regia unica, capace di coordinare le diverse anime della galassia anarchica e antagonista -8.

Un’escalation di violenza mirata e la risposta istituzionale

I cinque episodi, consumatisi tra Roma, con un doppio attentato, Bologna, Pesaro e Lecco, hanno messo in luce una preoccupante capacità operativa: l’utilizzo di liquidi infiammabili versati all’interno di pozzetti tecnici, la conoscenza approfondita dei punti nevralgici della rete, quelli in cui un’interruzione, anche breve, causa ripercussioni a cascata sull’intero sistema dell’Alta Velocità, non lasciano spazio a interpretazioni che vorrebbero questi atti come frutto di improvvisazione -1-3. L’amministratore delegato di Fs Security, Pietro Foroni, intervistato in merito, ha parlato senza mezzi termini di “mani esperte”, di individui che sapevano esattamente quale cavo tranciare e quale tombino sollevare per massimizzare i disagi ai viaggiatori e, conseguentemente, l’impatto mediatico dell’azione -3. Non a caso, gli orari prescelti, le primissime ore del mattino, coincidono con la fase di avvio della circolazione, quando un blocco si traduce immediatamente in ritardi a catena e cancellazioni, alimentando il caos e il malcontento tra migliaia di pendolari e turisti diretti anche ai luoghi delle competizioni olimpiche -2.

Di fronte a questa escalation, che secondo i dati del Viminale ha visto un’impennata esponenziale degli episodi negli ultimi mesi, con oltre cinquanta atti solo dall’inizio dell’anno a fronte dei nove registrati nell’intero 2024, la risposta delle istituzioni si è fatta immediatamente stringente -5. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha convocato per il primo pomeriggio al Viminale il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, un vertice di massimo livello a cui prenderanno parte, oltre ai vertici delle forze di polizia e dell’intelligence, anche i dirigenti del gruppo Ferrovie dello Stato, a testimonianza della complessità e della gravità della situazione -2-6. L’incontro, voluto per fare il punto sullo stato delle indagini e per coordinare ulteriormente le misure di prevenzione, arriva dopo una notte di lavoro per gli investigatori, impegnati su più fronti: dall’analisi minuziosa dei frame delle telecamere di sorveglianza, posizionate non solo nelle stazioni ma anche lungo le tratte extraurbane, allo studio dei supporti informatici e dei tabulati telefonici, nel tentativo di incrociare dati e presenze sospette in prossimità dei luoghi colpiti -10. Non si tralascia, ovviamente, la pista cibernetica, ovvero la verifica di eventuali falle nei sistemi informatici di gestione della circolazione che possano essere state sfruttate o che possano fornire tracce utili per risalire agli autori materiali dei roghi.

Conoscenze tecniche e rivendicazioni: il modus operandi degli attentati

La matrice anarchica degli attentati, peraltro, non è mai stata seriamente messa in dubbio dagli inquirenti, anche a prescindere dalle rivendicazioni formali che, puntualmente, sono comparse su blog e piattaforme online vicine agli ambienti insurrezionalisti -4. Già dopo i primi atti del 7 febbraio, quelli che hanno preso di mira le linee nei pressi di Bologna e Pesaro, un post sul blog “Sottobosko.noblogs” aveva intitolato la propria esultanza “Fuoco alle Olimpiadi”, chiarendo senza ambiguità l’obiettivo polemico dell’azione: colpire quello che viene definito “lo spettacolo dei Giochi” e il governo che li sostiene -8-5. Un successivo comunicato apparso su “La Nemesi” aveva ulteriormente dettagliato il gesto, descrivendo il sabotaggio incendiario ai danni della linea come un atto volto a rendere visibili le contraddizioni di un evento mediatico, e annunciando di fatto la prosecuzione della campagna di disturbo -5. La particolarità, e ciò che maggiormente allarma gli investigatori, è la scelta dei bersagli e la metodologia applicata: non semplici danneggiamenti, ma veri e propri attentati studiati per colpire il cuore pulsante dell’infrastruttura. A Roma, ad esempio, i due roghi appiccati a poche ore di distanza l’uno dall’altro hanno interessato il centro di manutenzione di Villa Spada, che interseca la linea ad Alta Velocità verso nord, e l’area di via di Salone, da cui si diparte la linea per il sud, con l’evidente intento di bloccare l’intero asse ferroviario Firenze-Napoli -1.

L’analisi dei resti dei congegni incendiari, alcuni dei quali innescati con timer artigianali e composti da materiali di facile reperibilità come bottiglie di plastica riempite di liquido infiammabile e polvere pirica, ha confermato la natura dolosa degli eventi, ma è la logistica a suggerire la professionalità degli esecutori -8. Sollevare una botola in cemento armato, come quella rinvenuta divelta a Roma, richiede non solo forza fisica ma anche la conoscenza della sua esatta ubicazione, un dettaglio che fa pensare alla possibile compartecipazione di tecnici o ex dipendenti del settore, persone cioè che conoscono il sistema dall’interno e sanno dove colpire per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo -1. Da qui l’importanza del vertice odierno: non solo per valutare l’innalzamento dei livelli di vigilanza, con l’impiego di un maggior numero di operatori, l’implementazione di sistemi di videosorveglianza potenziati dall’intelligenza artificiale e l’utilizzo di droni per il controllo da remoto delle tratte più sensibili, ma anche per affinare le strategie investigative e tentare di individuare e neutralizzare, prima possibile, la regia che muove i fili di questa offensiva senza precedenti contro i trasporti italiani -3.

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